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Solaria - podere Capanna 102, Montalcino

18.03.2011 · categoria: Viaggi di-vini · Commenti (3) ·

Solaria - podere Capanna 102, Montalcino

Solaria: quando una donna ci si mette!

In rete si legge poco di lei, un po' perchè preferisce i contatti diretti con le persone, un po' perchè l'azienda è lei: e in azienda ci sono moltissime cose da fare, sempre.
Che preferisca il contatto con le persone è chiaro: ha un modo di fare semplice e cordiale, Patrizia Cencioni, e lo si capisce dal primo cenno di saluto che ci rivolge.

Il suo tavolo si trova in una sala stretta e lunga: ci troviamo nel Palazzo Arcivescovile di Montalcino, dove si è aperto da poco il Benvenuto Brunello 2011.

I vini di Solaria sono presenti in enoteca da 3 anni, ma il rapporto con la titolare non è mai andato oltre qualche veloce scambio di mail. Non ci conosciamo, e così, visto l'affollamento della sala e il sostenuto rumore di fondo, procediamo all'assaggio dei suoi vini prima di presentarci.
E lei, professionale e precisa, ci racconta della sua azienda.

Conta 50 ettari totali, ma solo 8 sono coltivati a vigneto, da cui nel 2006 ha ottenuto 18.000 bottiglie di Brunello di Montalcino, e 10.000 di rosso di Montalcino nell'anno 2009: le annate in degustazione quel giorno.
I vigneti sono del 1989, anno in cui nasce l'azienda agricola Cencioni e Pallari, che una decina di anni dopo diventa Solaria ed incarna lo spirito (femminile ed imprenditoriale) di una giovane e determinata Patrizia Cencioni.

Ottimale la posizione dell'azienda:
i vigneti sono adagiati sul fianco sud-est della collina di Montalcino, riparati dai venti freddi che arrivano dal Monte Amiata ad est, e da quelli che soffiano dalla stessa collina di Montalcino, collocata a nord rispetto all'azienda.
Ad un'altezza di 300 metri sul livello del mare, con questa esposizione, le uve arrivano facilmente alla giusta maturazione, e i vini raggiungono sempre un buon grado alcolico; il substrato, poi, composto di tufo e argilla che si presentano grossolani, garantisce una certa profondità al vino, caratteristica che contraddistingue lo stile Solaria.

L'azienda seleziona i grappoli più freschi che ogni stagione le piante, curate amorevolmente a mano, consegnano. Dai 4600 ceppi piantati per ettaro ottiene, in tutto, 600 quintali di Sangiovese, vinificati con una moderata ispirazione moderna.

Dopo la spremitura delle uve, il mosto subisce intensi rimontaggi a temperatura controllata, e sosta sulle proprie bucce per una media macerazione; la fermentazione malolattica si svolge immediatamente dopo la svinatura, momento in cui il vino è pronto per invecchiare.
Le botti di rovere di Slavonia da 20 e da 42 ettolitri sono destinate a custodire per 30 mesi il Sangiovese che diventerà Brunello, mentre per il Rosso è previsto un affinamento di 8 mesi: parte in botti di rovere francese da 10 ettolitri nuove e parte in botti di rovere di Slavonia da 20 hl.

E' il momento giusto per presentarci: un calice di Brunello 2006 tra le mani e il piacere di incontrare la prima "donna del vino" della giornata.
E' simpatica Patrizia, quando, dopo aver saputo che siamo "quelli" di Enoteca La Mia Cantina dice: "Ma allora dovete venire in azienda, assolutamente!!!"

Così la conversazione è rimandata alle 17 di quella stessa sera, nella barricaia di Solaria.



L'azienda è piccolina, e fuori piove e tira e vento ed è già buio, e non possiamo quindi ammirare gli uliveti che circondano il casolare.
Visitiamo però, oltre alla barricaia, la cantina di vinificazione e quella di stoccaggio, frutto della ristrutturazione che portò alla luce un suggestivo pozzo di raccolta delle acque piovane, anticamente utilizzato nelle pratiche agricole.

Una chiacchera tira l'altra, ed è inevitabile toccare l'argomento "crisi degli ultimi anni".

"Le cose sono cambiate anche a Montalcino", racconta Patrizia, sottolineando che in tutta la sua vita, e lei ha sempre vissuto a Montalcino e ha sempre fatto vino, non c'è mai stato un momento in cui i produttori avessero difficoltà a vendere. Anzi, ammette che negli anni migliori si vendeva qualsiasi vino, buono o meno buono, perchè era Montalcino stesso ad essere acquistato.
Anni di così ampio successo hanno portato investimenti economici che con il vino hanno in comune solo la categoria di iscrizione alla camera di commercio (....) e, sull'onda di un rinnovato femminismo, un pullulare di intraprendenti donne del vino.

Patrizia riflette a voce alta, considerando che di tutte le figure femminili di cui si ammirano "bucolici" ritratti sui giornali, sono poche quelle che si possono incontrare in campagna, o che sono direttamente responsabili del vino che producono.
Ma non è questo il caso suo, e del suo rapporto con un mondo del vino da sempre dominato da uomini, ci dice che è stato un rapporto facile, e solidale. 

Con un'umiltà che apprezziamo, ne fa un merito degli uomini, piuttosto che di se stessa: quei produttori ilcinesi che l'hanno considerata una di loro, trattandola fin da subito con rispetto, benchè appena ventunenne quando prese in mano l'azienda di famiglia.
Forse perchè figlia di un produttore, da cui ha imparato l'amore per la proprio lavoro.
O forse perchè armata di passione e determinazione.
O forse perchè il valore si misura con i fatti ...e con i vini, a prescindere dal sesso di chi li fa.

A noi, personalmente, questo discorso è piaciuto molto.

 

Solaria
Azienda Agricola Patrizia Cencioni
podere Capanna 102
Montalcino

 

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emilio venturi


3
tutto ok
12.03.13 | ore 05:17
tutto stupendo come sempre....si vede benississimo che la passione e l'amore per questa azienda sono al centro di tutto



2
Re:
15.07.11 | ore 18:27
...proprio dei desideri quel pozzo, comunque, era bellissimo!!
E, tolto il "dissesto" economico che ci vorrebbe, pensa che spettacolo avere un pozzo così per stivare le bottiglie!! altro che SOLO 118!!!!
Pietro


1
magari...
12.07.11 | ore 16:11
...dico, magari avessero trovato quel pozzo sotto casa mia...
ma anche no, conoscendomi non avrei resistito a riempirlo di bottiglie...rovinandomi! Almeno la cantinetta frigo mi pone un limite molto chiaro: 118 bottiglie...e non una di più!
Bellissima storia, complimenti alle donne coinvolte: la protagonista e la scrittrice.
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