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Alois Lageder... dà da pensare!!

21.08.2012 · categoria: Viaggi di-vini·

Alois Lageder... dà da pensare!!

E' tutta "colpa" di Steiner e dell'antroposofia se questo post è un po lungo... e ha un taglio intellettuale.
Certo: in un'epoca in cui regna sovrana nostra-signora-la-televisione, usare parole che terminano in -osofia risulta decisamente out.
Figuriamoci poi andare alla ricerca dell'etimologia del termine: cose per "nerd" con un look folk!!
Poichè, però, gilè, cappelli di paglia e pantaloni di velluto vanno a pennello per questo post, parleremo anche di filosofia spiccia!

ànthropos=uomo e sophìa=conoscenza : la conoscenza dell'uomo come base di un pensiero volto a decodificare molti aspetti dell'esistenza, secondo la visione di Rudolf Steiner.
Vissuto a cavallo del 1900, fu filofoso, esoterista e pedagogo e, ragion per cui lo cito qui, fondatore della biodinamica.
"L'antroposofia è una via della conoscenza che vorrebbe condurre lo spirituale che è nell'uomo allo spirituale che è nell'universo": così sintetizza Steiner stesso la propria intuizione, prima di declinarla in una vasta produzione letteraria che detta le regole per numerose discipline, ben lontana, quindi, dal rimanere solo uno sterile esercizio dialettico!
Non è sempre vero, dunque, che la filosofia è astratta: la sua applicazione è possibile, e i risultati tangibili... e misurabili a suon di intensità, estratti e complessità qualora di applichi al vino!

E' ciò che abbiamo avuto la fortuna di constatare qualche settimana fa, ospiti di Alois Lageder a Casòn Hirschprunn, per un esclusivo seminario sulla biodinamica: filosofia produttiva alla quale l'azienda è quasi completamente convertita.

E' tutta colpa di Steiner, dicevamo, se una semplice occasione per trascorrere una informale giornata tra i vigneti si è trasformata in un'escursione molto più intima, volta a considerare e a mettere in discussione il ruolo dell'essere umano in rapporto all'universo, e quindi anche di ciascuno di noi.
Sì perchè tutto, in quella giornata, ha avuto un sapore "diverso": poco convenzionale, in assoluta armonia con il tempo, ricco di spunti critici, a tratti spirituale, eppure, in ultima analisi, efficace.
Ad iniziare dal succo di mele biologiche offerto al nostro arrivo per continuare con una breve presentazione dell'azienda condotta dal proprietario in persona, e trovare nelle ore trascorse a passeggiare tra i vigneti con Alois Lageder in veste di Cicerone, una delle esperienze formative più interessanti che si possa avere la fortuna di vivere.

 

lageder spiega la biodinamica

Ma: perchè la Biodinamica?
Inutile girarci intorno: questo il tema del seminario, e questo anche l'incipit costante di tutta una serie di domande inespresse eppur concepite da buona parte dei partecipanti.
Dubbi del tipo:
Perchè la Biodinamica... che è una strada piena di incertezze quando la viticoltura tradizionale garantisce ottimi vini comunque?
Perchè la Biodinamica... proprio in un momento in cui la crisi ha intaccato anche il mondo del vino?
Perchè la Biodinamica... un'altra cosa da spiegare in un momento in cui i clienti hanno sempre meno tempo e voglia per ascoltare?
Perchè la Biodinamica... cioè abbracciare una pratica che non è neanche dimostrabile scientificamente?
Perchè la Biodinamica... e il corno-letame, poi: sembra più un rito che viticoltura!?!


"Ma perchè, sr Alois Lageder, ha scelto nel 1990 di iniziare a sperimentare la biodinamica?"
Chiedo quindi all'uomo distinto al cui tavolo sto pranzando, che non mangia carne e che con un lieve accento tedesco discorre di vino, arte ed affari.
"Per un senso di responsabilità nei confronti del mondo o per la necessità di abbracciare una corrente spirituale in cui riconoscersi e trovare consolazione?" lo incalzo impaziente di sapere quale sia stato l'innesco, la molla: perchè un uomo deve avere una forte convinzione per progettare di convertire tutta un'azienda in agricoltura biodinamica... e saper aspettare almeno 15 anni per vederne i risultati!!
Poteva farmi un sermone, il sr Lageder.
Invece ha guardato verso valle.
E mi ha semplicemente raccontato, con uno spontaneo tono di gratitudine, che fu un suo caro amico ad indurlo ad agire.
Erano gli anni in cui progettava la costruzione della nuova cantina, e nella difficoltà di scegliere questo o quel progetto, fu esortato a prendere coscienza che era possibile progettare uno spazio funzionale in sintonia con le forze della natura.
E così venne costruita la cantina attuale: luminare esempio di architettura sostenibile.
Da lì in poi fu tutto semplice: perchè lo stesso approccio, la cui definizione migliore è "olistico", fu applicato con il medesimo successo a tutta la produzione vinicola, grazie ai precetti del buon Steiner e all'applicazione della filosofia biodinamica.

"Ma in parole povere, perchè la Biodinamica, dunque? "
Semplice. anzi: disarmenate la risposta.
"Perchè l'agricoltura biodinamica preserva la biodiversità dell'ambiente;
la biodiversità garantisce l'humus nel terreno;
l'humus sostiene l'espansione armonica della pianta;
l'armonia in vigna garantisce componenti equilibrate nell'uva alla vendemmia;
l'uva equilibrata è un'ottima materia prima per produrre vino."

Fin qui è come in matematica: 1+1 fa indiscutibilmente 2, impossibile replicare, eppure ci provo:
"Ma la dinamizzazione e il corno-letame: come si può certificare la loro validita?"
Era la domanda che poche ore prima ronzava nella testa di tutti mentre annusavamo una zolla di terra dal buonissimo profumo di sottobosco, ottenuta mettendo del letame in un corno di vacca fertile e lasciandolo sepolto dal 29 settembre fino a primavera.
"Può sembrarvi incredibile, potete pensare che non serva a niente. Eppure i nostri vicini ci chiedono come mai le nostre vigne sono diventate più belle delle loro... Sì ma non è sempre stato così: solo da quando abbiamo convertito i vigneti..."
Questa la semplice risposta ai nostri dubbi, che Lageder fuga con un umorismo del tutto nordico.

 

lageder e la dinamizzazione biodinamica
(Johann Ranzi, responsabile dell'agricoltura, illustra come si effettua la dinamizzazione)

 

Passiamo così da questioni filosofiche alla degustazione della linea di vini biodinamici dell'azienda, e restiamo ammutoliti dalla potenza del Cabernet Sauvignon "Cor" 2008.
Un cabernet sauvignon capace di emozionare come pochi...

Con la naturalezza che ha contraddistinto la giornata arriva anche il momento di tornare a casa.
Che sulla biodinamica tutto ci sia chiaro, ora, non possiamo dirlo.
Ma possiamo affermare che stiamo pensando.
E non ai fatti nostri, neanche al calciomercato e neppure a questa o quella questione di lavoro.
Ce ne andiamo a casa cercando di collocare l'essere umano rispetto alla natura: è la forza carismatica e contagiosa di Alois che ce lo impone.
Infinitamente piccolo davanti all'universo e alle sconosciute forze che sfuggono alla percezione umana, o infinitamente grande rispetto ad ogni particella che lo compone... il cui funzionamento ci si illude sia scientificamente controllabile??

Mah... la dissertazione filosofica è stata soppiantata dall'arte dello zapping, nella nostra era, eppure tra i vari concetti che ci sono sfuggiti, uno siamo riusciti ad acchiapparlo.
Abbiamo la certezza, infatti, che un vino biodinamico quando è buono... è un po' più buono degli altri.
Le ragioni?
Anche se stessero tutte dentro il cornoletame che male ci sarebbe?

Ringraziamo Alois Lageder e tutto lo staff aziendale per la familiarità con la quale ci hanno accolti.
Per la bella giornata.

E per averci fatto pensare.

vecchio palo in vigna- Alois Lageder 

 

 

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