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Teroldego Rotaliano doc "Pini" 2005 - Roberto Zeni

18.02.2012 · categoria: Un vino a settimana·

Teroldego Rotaliano doc

La verticale

Ci sono periodi, nella vita di ogni degustatore, in cui se non si fa una verticale a settimana non si è contenti.

L'idea di mettere in riga, verticale ovviamente, una lunga serie di annate dello stesso prodotto equivale ad avere la sensazione di dominarlo, di conoscerlo nel profondo, di essere stati eccezionalmente messi a conoscenza di ogni suo minimo segreto.

Che anche voi, nella vita, siate stati verticale-dipendenti o meno, non potrete discutere il fascino di tali degustazioni, soprattutto quando il protagonista è un grande vino italiano.

Tolti gli eccessi, molto legati a profili caratteriali orientati alla collezione, la verticale è per ogni degustatore una indispensabile metodologia di approccio al vino, attraverso la quale esso, mantenendo intatto il proprio carattere e la propria identità, reagisce all'annata e produce, per ogni millesimo, una nitida ma sempre differente istantanea di sè stesso.

Vorreste degli esempi?
Ve ne facciamo 5:
1999, 2001, 2003, 2005 e 2008.

Unico soggetto:
Teroldego Rotaliano doc "Pini", rosso di punta dell'azienda agricola Zeni.

 

Il territorio

Non ci siamo allontanati molto da casa: per raggiungere l'azienda agricola Zeni basta arrivare fino a San Michele all'Adige, all'estremità sud del Campo Rotaliano.

Piana larga circa 6 km e larga 3, di forma triangolare, il Campo Rotaliano è delimitato a sud dal monte Fausior (Paganella), a nord dal monte Monticello e il vertice arriva alla gola della Rocchetta, limite sud della Val di Non, mentre l'Adige scorre alla base di questo triangolo virtuale.

Fu creata nel1848-1852 dagli imperatori d'Austria Ferdinando e Francesco Giuseppe per ovviare alle ripetute piene dovute all'immissione del fiume Noce nell'Adige, che all'epoca avveniva all'altezza di San Michele; oggi il fiume, totalmente canalizzato, si immette più a valle senza creare alcun disagio alla vasta zona pianeggiante, quasi completamente occupata da vigne.

La coltivazione della vite non è casuale, poichè l'origine alluvionale dei substrati è la più adatta alla sua coltura: limo e ghiaia in superficie, sabbia e ciottoli in profondità, di diversa natura a seconda della zona e di buona granulometria soprattutto negli strati più profondi garantiscono il drenaggio necessario ad evitare eventuali ristagni dovuti dall'andamento pianeggiante del terreno.

 

Il vitigno

Indomabile come un "purosangue", (non per niente è "autoctono"), il Teroldego trova in questo ambiente le condizioni ideali per esprimersi al meglio.
La conformazione del terreno della piana svolge la funzione di volano termico per le uve, che hanno così maggiori possibilità di raggiungere la perfetta maturazione, inequivocabile tallone d'Achille del vitigno.
La buccia spessa e resistente, maturazione glucidica media e maturazione fenolica tardiva causano la presenza evidente di antociani ma scarso corredo tannico, come chiaramente si può leggere nel vino, che (generalmente) si presenta nel bicchiere di un bel colore rubino con riflessi violacei, vinoso e fruttato, e che in bocca si identifica per una spiccata acidità.

 

Zeni e il Teroldego del Vigneto Pini

Originari di San Michele all'Adige ed osti già nel 1880, i componenti della famiglia Zeni hanno il teroldego nel sangue... e non perchè abusino del proprio vino di punta!!
Forte legame con il territorio e senso di appartenenza, svolgono un lavoro di ricerca e perfezionamento in vigna, cantina e distilleria, che dagli anni 70 ad oggi li ha portati a definire un preciso e personale stile di Teroldego.

Non ama molto la congenita acidità del Teroldego, confessa Roberto Zeni, e per quello coltivato nel vigneto Pini adotta accorgimenti utili ad ammorbidirne il carattere.
Si tratta di viti di 45 anni, piantate dal nonno ed allevate a pergola trentina secondo tradizione, da cui l'azienda ottiene 80 quintali di uva per ettaro raccolta rigorosamente a mano.
Fino al 2002 l'uva era vendemmiata tradizionalmente, mentre dal 2003 in poi subisce un breve appassimento su graticci; l'appassimento (che dura 2-3 settimane) ne modifica lo spettro aromatico e favorisce l'evoluzione tannica, rendendo il vino capace di reggere bene il passaggio in barriques.
Seguono pigiatura e macerazione per una decina di giorni e maturazione in legni francesi di secondo passaggio.

 

Le nostre note di degustazione

1999
.vendemmia tradizionale
.colore: rosso rubino con unghia aranciata, ma nel complesso colore ancora giovane
.an. olfattiva: vivo, fresco, sentori di frutta candita, nè di marmellata nè di sottospirito; sentori lattici, assenza di sentori eterei; tenue la speziatura conferita dal legno.
.an. gustativa: minerale e sapido, di buona struttura, rivela fin da subito il suo carattere: l'acidità è la protagonista del gusto, e prevale sulle altre componenti compromettendone leggermente l'equilibrio.

2001
.contiene il 20% di uva passita
.colore: fissato, di un bel rosso rubino con una leggera punta mattonata
.an. olfattiva: intenso, il riconoscimento principale è la prugna cotta, al quale si aggiungono riconoscimenti speziati legati al legno
.an. gustativa: struttura avvolgente e piena, giustificata dai 34 gr/l di estratti e dominata da un mordente tannico deciso

2003
.elogio dell'appassimento, grazie ad un'annata calda, quasi siccitosa, che si è rivelata bellissima per le uve di Teroldego, finalmente giunte a perfetta maturazione
.bellissimo colore rosso rubino, carico e fisso, con tenui riflessi porpora
.an. olfattiva: intenso e complesso, si riconoscono piccoli ed eleganti frutti rossi in marmellata o sotto spirito; sono ben percettibili la mineralità e le note morbide del legno
.an gustativa: ingresso in bocca ampio, con il tannino in primo piano che duetta con l'acidità, entrambi ben legati alle altre componenti strutturali del vino e supportanti da una spessa concentrazione degli estratti.

2005
.annata fredda
.contiene il 70% di uve passite
.colore: rosso rubino carico, dalle tonalità dense e cupe
.an. olfattiva: naso intenso, dominato dalla freschezza del frutto che si presenta ancora acerbo e non lascia percepire alcuna traccia di speziatura
.an. gustativa: ingresso aggressivo e verticale, dominato dal tannino che non trova moderazione nella concentrazione degli estratti
.nonostante una superiore percentuale di uve passite non riesce a raggiungere la dolcezza del 2033, ma risulta forse più "tipico", più spigoloso e duro come il suo carattere tradizionalmente vuole

2008
.annata strana e difficile: al momento della vendemmia non tutte le uve erano sane, e non tutti i grappoli adatti all'appassimento, la produzione fu quindi ridotta.
nel bicchiere trovo un vino concentrato, dal colore rosso rubino carico, profondo e con riflessi violacei, che al naso rivela chiari riconoscimenti fruttati (prugna matura) che monopolizzano il bouquet.
Bottiglia che mi riservo di degustare nuovamente tra qualche tempo.

Infine

Ciò che manca a questo post sono le foto: perchè per quanto vicina, non abbiamo avuto occasione di visitare la Piana Rotaliana... e va da sè, neanche l'azienda Zeni.
Ma (e non è una minaccia!): ci rifaremo presto.... con provvidenziale visita alla cantina e relativo servizio fotografico... solamente inquadrature verticali, ovvio!!

Annata attualmente disponibile:

Teroldego Rotaliano "Pini" 2005
€25,60

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