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Sauvignon Blanc Bubbles "Vicar’s Choice" - Saint Clair Family Estate

01.06.2011 · categoria: Un vino a settimana · Commenti (3) ·

Sauvignon Blanc Bubbles

Just bubbles.

Se della Nuova Zelanda conosci solo gli All Blacks, i kiwi e Auckland, non ti sentire una mosca bianca: sai, sull'isola dei Maori, esattamente quello che sanno la maggiorparte degli italiani. Evviva Wikipedia che ci racconta come il nome maori dell'isola significhi "Terra dalla Lunga Nuvola Bianca", e come gli spettacolari paesaggi naturali dell'isola abbiano ospitato gli hobbit de "Il Signore degli Anelli".

Ma c'è un argomento che la provvidenziale Wikipedia non approfondisce: il successo, peraltro sorprendente, della produzione vitivinicola dell'isola.

Giovane, legata prevalentemente alle esotiche espressioni del vitigno Sauvignon, l'enologia neozelandese è riuscita, in una decina d'anni, a collocarsi tra le migliori del mondo.
E' troppo lontana l'Oceania per comprendere pienamente le ragioni di tale successo: a noi, che viviamo a 20.000 km di distanza da loro, basti sapere che fu lo zampino di un italiano, Romeo Bragato, diplomato alla scuola di enologia di Conegliano alle dipendenze del governo inglese, a scoprire la vocazione alla viticoltura dell'isola. Nel suo trattato del 1906, tra gli altri, indicò il Sauvignon come vitigno ideale, e da allora, in Nuova Zelanda si ottiene il miglior Sauvignon del mondo.

Vi sembra presuntuoso, vero?
A noi europei che abbiamo la Loira a portata di mano, tutto ciò che arriva dal nuovo mondo pare non avere il diritto di competere con i vini stile vecchio continente.
Bene.
Adesso bevete il Sauvignon Blanc "Wairau Reserve" di Saint Clair Family Estate.
Ora possiamo parlarne.

"Wairau Reserve" è l'espressione di Sauvignon più entusiasmante che potrete sperimentare.
Entusiasmano i suoi profumi, in cui l'esotismo del frutto della passione, del licis e del melone si uniscono a note più verdi, aromatiche, che ricordano il geranio e che sono tipiche del vitigno. La nota agrumata è nitida e sfuma nel più deciso riconoscimento di peperone; in bocca è asciutto e secco, di lunga persistenza e tagliente verticalità, succoso e decisamente fresco, senza per questo apparire di poco corpo.
Se vi chiedete che cosa significhi "espressione del vitigno", con il Sauvignon Blanc "Wairau Reserve" di Sainte Clair ne avrete un esempio tangibile: riconoscerete il Sauvignon, ma un Sauvignon diverso da tutti gli altri.

Saint Clair è un'azienda di medie dimensioni, con sede a Marlborough, nella parte settentrionale dell'isola sud. Si avvale di un buon numero di conferitori, con i quali collabora da più di 20 anni nella gestione dei vigneti e ai quali paga le uve in base alla quantità di profumo contenuto(!). Saint Clair è stata la prima azienda neozelandese ad effettuare la zonazione del proprio territorio, ottenendo una ventina di cru vinificati separatamente indicando per ognuno il "Block" di appartenenza e assemblati nella "Wairau Reserve" con un unico obbiettivo: dare espressione all'ampia gamma olfattiva di cui il Sauvignon neozelandese è capace.
Profumi non ottenuti con estrazioni estreme in fase di vinificazione, ma presenti in considerevole quantità nell'uva al momento della vendemmia.
Merito del clima: mite tendente al freddo, con notevoli escursioni termiche tra giorno e notte, porta a maturazione le uve a marzo-aprile, con un paio di mesi di ritardo rispetto a quanto avviene nella più calda isola nord; la gamma aromatica risulta così ampia e concentrata, conferendo al vino finezza ed eleganza uniche.
Il tutto chiuso dentro la bottiglia con un tappo a vite: e non perchè in Nuova Zelanda i sugheri scarseggino......

Sono avanti questi neozelandesi, e non solo per via del fuso!
Loro fanno l'aperitivo 11 ore prima di noi, e per non perdere tempo con le importazioni, la bollicina se la sono fatta da sè!
Si chiama "Bubbles" ed è la versione sparkling del Sauvignon fatto a Sainte Claire.
Carica olfattiva, eleganza e grande piacevolezza in una delle bollicine più divertenti che ci è capitato di bere ultimamente!
Sauvignon blanc 100% a costituire il vino di partenza, spumantizzato secondo il metodo... "kiwi".
Non è, infatti, nè classico nè charmat il procedimento di produzione: il mosto fermenta in autoclave, luogo stesso in cui riceve l'aggiunta di CO2, per venire poi imbottigliato con un "tecnologico" tappo a fungo che può anche essere usato per ritappare la bottiglia.
Piacevolissima beva e ottima fattura per questo "prosecco" oceanico, che in bocca conferma pienamente le aspettative innescate dagli altri prodotti dell'azienda; ed essendo proprio sinceri sinceri, per complessità ed intensità di profumi, e per pulizia al palato, finezza e persistenza del perlage, supera di gran lunga alcune generiche bollicine venete, senza avere un prezzo esagerato.

Certo, chi in una bollicina cerca evoluzione e maturità deve continuare ad acquistare Champagne e Franciacorta; così come chi trova conforto nella semplicità del Prosecco non deve cambiare abitudini.
Ma tutti coloro che del vino amano ogni tipo di espressione, e che da esse si lasciano incantare, divertire e convincere, non possono perdere l'occasione di provare che "Bubbles" sono riusciti a fare i neozelandesi!!!!

Sauvignon Blanc Bubbles "Vicar's Choice" - Saint Clair Family Estate
€ 16,50 a scaffale sorprendentemente ben spesi

  La foto sotto il titolo è di Filippo Venturini: a questo indirizzo il suo blog!
  www.rugbyphotographer.org/

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Pietro


3
Bolle Verdi
18.06.11 | ore 13:51
Concordo, 16 euro decisamente ben spesi per questa bollicina verde ed esotica che definerei l'aperitivo perfetto per l'estate... Attenzione però, se raffreddate sufficientemente la bottiglia, assicuratevi di essere almeno in due (meglio in tre come ho fatto io) altrimenti rischiate di sorprendervi a versare l'ultima goccia e controllare se la bottiglia è proprio da 75cl...



2
Re:
03.06.11 | ore 07:03
Ottima questione! Allora. Gli abbinamenti con il Sauvignon Saint Clair (in genere) non sono proprio automatici. Sushi, ostiche e pesce crudo li trovi in pole position, ma vanno sperimentati. C'è poi da dire che stiamo parlando di vini davvero sensazionali, in grado di rendere la cena speciale! Personalmente non li abbinerei "per forza": li lascerei protagonisti... d'altronde con tutti quei profumi, difficile metterli in secondo piano!! Grazie mille per i compls!!!!!!!!
Pietro


1
2 orizzontale
01.06.11 | ore 14:22
No, il titolo non è il mio programma per il ponte, anche se la pioggia prevista in montagna inviterebbe ad un bel 2 orizzontale...
Volevo riprendere il vostro cruciverba per chiedere molto semplicemente, in mancanza di "fresche ostriche neozelandesi", quale cibo abbinereste a questo Sauvignon esotico? Scampi nostrani crudi?
Non posso che rinnovare i complimenti per gli articoli di piacevolissima lettura, un appassionato e curioso di novità  come me ha sempre pane per i suoi denti, sia sulla "mia cantina virtuale" che in quella reale (alla quale va una leggera preferenza...
Buon ponte a tutti!
P
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