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Prosecco millesimato: ma che senso ha???

08.09.2011 · categoria: Un vino a settimana · Commenti (4) ·

Prosecco millesimato: ma che senso ha???

Un commento pubblicato il 3.09.2011 in "Prosecco e Bajiji" mi ha messo una pulce nell'orecchio.
Com'è questa storia del prosecco millesimato, che nella nostra città va tanto di moda? Cosa avrà di così speciale?
Siamo sicuri che non sia solo una trovata pubblicitaria?
Per non fare del qualunquismo ho cominciato a pensare a chi, con cognizione di causa, avrebbe potuto rispondere ai dubbi del nostro affezionato lettore.... prima che la pulce in questione avesse il tempo di arredarmelo, l'orecchio!!!

Intanto vi riporto il commento:

"Posto un ulteriore commento spinto dalla pura curiosità.
Tempo fa mi chiesi che senso avesse parlare di Millesimato per il Prosecco, dato che ogni prosecco, di per sè, è millesimato in quanto prodotto da uve della stessa annata.
Scoprii (ma sono lieto di essere smentito!) che molti produttori con abile mossa di marketing, hanno iniziato ad affiancare alla propria produzione "standard", anche tale denominazione, evidentemente curando particolarmente la qualità. Alcuni produttori, non avendo a disposizione un terreno in quel di "Cartizze", utilizzano proprio la dicitura "millesimato" per sostituire il prodotto di alta fascia mancante. Quello che non ho ancora ben capito è la "libertà" che ogni produttore ha nel gestire tale denominazione. Esistono generalizzazioni? Ovvero, comparando il Brut al Millesimato di uno stesso produttore, si può dire che quest'ultimo indichi sempre qualità superiore? E riguardo al dosaggio di zucchero, si può dire che in qualche caso il Millesimato di un dato produttore sia il suo "extra dry"? Talvolta mi viene da sorridere nel vedere il numero di varianti nella brochure di alcuni produttori di questo "prosechin!" Pietro

Caro Pietro: averne di lettori interessati ed attenti come te!
Lo dice anche il direttore del Consorzio Tutela Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG, l'enologo Giancarlo Vettorello, contattato nel pomeriggio di ieri per avere un'autorevole risposta ai tuoi dubbi.
Di seguito, per te e per tutti i coloro che vogliono scoprire perchè il millesimato è così buono, un breve resoconto della nostra chiaccherata.

Il disciplinare definisce l'impiego della dicitura "Millesimato" nell'articolo 7 comma 5, insieme alle norme per l'etichettatura:
      
        5. Nella designazione del vino spumante e' consentito riportare il termine millesimato, purche' il prodotto sia ottenuto con almeno l'85% del vino dell'annata di riferimento, che va indicata in etichetta."


Non ne fa, però, citazione in alcun altro articolo, così vado al sodo e chiedo al direttore:
Il fatto che il disciplinare consenta l'utilizzo della dicitura millesimato per gli spumanti ottenuti con l'85% delle uve di un'unica annata vuol dire che è ammesso l'uvaggio di vini di annate diverse anche se non c'è alcuna specificazione, nel disciplinare stesso, a tal proposito?

E il direttore risponde:
"Ciò che non è vietato è consentito.
Nonostante le caratteristiche dei vini di tipologia Prosecco siano quelle di un vino giovane e fresco, apprezzabile nei suoi primi anni di vita, capita che ci siano spumantizzazioni ottenute con l'uvaggio del vino dell'ultima annata e di quello dell'annata precedente in percentuali diverse. Avviene nei primi mesi dell'anno, specialmente, quando le aziende hanno ancora vino della penultima vendemmia e lo miscelano con quello di recente vinificazione: potrebbe così succedere di avere una base spumante composta per il 5% da vino dell'anno prima, e il rimanente da vino della vendemmia in corso.
E' però una pratica sempre meno diffusa, grazie alle norme di produzione stabilite dal nuovo disciplinare, dal quale emerge sempre più spesso l'obbligatorietà di indicare l'annata.
L'utilizzo della menzione "Rive", volta a garantire tipicità territoriale e integrità delle caratteristiche dell'andamento climatico annuale, per esempio, implica l'utilizzo di vini di un'unica annata, come si legge all'articolo 7 comma 6:     

         "6. Nella designazione e presentazione del vino spumante e' consentito fare riferimento a comuni o frazioni di cui all'allegato elenco A, a         condizione che il nome del comune o frazione in cui sono state ottenute le uve sia accompagnato dalla menzione «Rive» e che detti riferimenti siano    riportati nell'albo vigneti. In etichettatura e' obbligatorio indicare l'anno di produzione delle uve."

Questo perchè, come il cambiamento di disciplinare sottolinea, l'intenzione del consorzio è proprio quella di tutelare una produzione sempre più attenta a dimostrare la tipicità del territorio, di cui l'andamento dell'annata è componente non trascurabile."

Lei nega, quindi, che il termine "millesimato" sia una strategia commerciale adottata dalle aziende per promuovere uno dei prodotti della propria gamma?
"Sì, direi piuttosto che l'impiego di tale termine è un'indicazione di qualità per il cliente"

Intende dire che il Valdobbiadene Superiore Prosecco Millesimato è uno spumante di qualità superiore rispetto ad uno non millesimato?
"Non è corretto generalizzare. Di per sè la dicitura millesimato non costituisce garanzia di qualità superiore. E' però evidente che il produttore riserverà le sue uve migliori alla produzione del millesimato, perchè "in purezza" la vinificazione è più difficile: il vino ottenuto non può essere "corretto" dal taglio con vini di altra annata, quindi l'unica tutela possibile è utilizzare uve di grandissima qualità.
Da questo punto di vista si può dire che il Millesimato abbia caratteristiche di selezione tali da garantirne eccellente qualità."

Il prezzo del millesimato è, in genere, più alto di quello dei non-millesimati. Come lo giustifica?
"Come dicevo poc'anzi, la produzione del Millesimato richiede maggiore lavoro in vigna e in cantina, e l'impiego delle migliori uve aziendali: è quindi ammissibile un valore economico superiore a quello dei prodotti non millesimati."

Per quanto riguarda la tipologia di appartenenza: brut, extra-dry o dry, la produzione è regolamentata?
"No, la quantità di zucchero residuo è a discrezione del produttore, che deciderà in funzione delle caratteristiche delle uve e dell'annata, per mettere in commercio un prodotto il più possibile legato ad essa."

Ecco fatto Pietro: spero di essere stata esauriente!
Ringrazio il direttore per la disponibilità con la quale ha risposto alle mie domande, anche quando ho voluto dare un taglio polemico alla questione...

Per quanto il nostro sia un piccolo blog, se bisogna dare un'informazione è sempre meglio darla corretta, no?

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Fabio


4
Re:
19.10.14 | ore 12:55
grazie per le informazioni , brevi e chiare, non si finisce mai di imparare.
roberto


3
millesimato
21.12.13 | ore 18:44
molto positivo!!! esaudiente semplice e ben spiegato



2
Re:
23.09.11 | ore 10:35
Caro Pietro che dire, se non:
dimmi cosa bevi ti dirò chi sei!!!
Carciofon


1
che onore
21.09.11 | ore 17:09
Che onore, un post ad hoc per una domanda! Ringrazio commosso e interessato. Mi pare di poter sintetizzare in linea generale il millesimato val bene gli "euri" in più del base... :) Per non sbagliare rimango su Faccoli, almeno so che il millesimato ha più senso :) a proposito è arrivato il CARCIUGA?!?
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