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Franciacorta docg "Pas Operè" - Cà  del vent

31.03.2011 · categoria: Un vino a settimana·

Franciacorta docg

Falivamente... Pas Operè

E' un gioco di parole.

Faliva o faiva vuol dire in padovano stretto: scintilla, e poichè la scintilla è prima di tutto brillante, vi lascio liberamente tradurre il titolo del post.

Brillante: è l'aggettivo giusto per definire il cambiamento di stile messo in atto da Cà del Vent, piccola e promettente azienda di Franciacorta.
Fino ad oggi (ed ancora per qualche mese sui nostri scaffali) l'azienda ci aveva abituato a prodotti "morbidoni", caratterizzati da un significativo utilizzo del legno di affinamento.
Spumanti che avevano una certa piacevolezza e che incontravano il gusto di una buona fetta della nostra clientela, seppur non spiccando, tra tutte le nostre proposte, per eleganza e personalità.

Ma oggi, giorno dedicato alla rubrica "Un Vino a Settimana", abbiamo avuto il piacere di degustare, in compagnia dell'enologo e del responsabile commerciale dell'azienda, il nuovo brut di Cà del Vent.

In uscita ufficiale il prossimo giugno, questo brut esprime il lavoro intrapreso negli ultimi 4 anni dall'enologo, "autore" insieme alla proprietà, della nuova filosofia aziendale.
Come tutte le opere ben congegnate, anche questa svela nel titolo la propria chiave di lettura, e così in etichetta si legge: Franciacorta brut - Pas Operè.

"Pas Operè": il concetto fondamentale dei nuovi vini di Cà del Vent, barbaramente traducibile con "non operato" e molto diverso da "Pas Dosè", termine con il quale non è da confondere. 

Pas Operè, per essere pratici, è definito il vino quando non è rabboccato con liqueur d'expédition.
Il disciplinare produttivo prevede che dopo la sboccatura la bottiglia sia colmata con tale liquer, appunto: una miscela che può contenere zucchero, vino e derivati del vino (ad esempio distillati); una "magica ricetta" insomma, rigorosamente segreta, usata dai cantinieri per conferire lo stile maison allo spumante, oltre che per determinarne il residuo zuccherino e di conseguenza la tipologia di appartenenza (extra brut, brut etc), nonchè correggere eventuali problemi che il vino può presentare.

Quindi, novità n.1: il Franciacorta brut Pas Operè di Cà del Vent è rabboccato con lo stesso vino con cui è prodotto.
Tuttavia è un brut perchè il suo residuo zuccherino naturale è inferiore ai 12 gr litro.
Ed è anche un "millesimato", perchè, novità n.2, tutti i vini di Cà del Vent saranno, dalla vendemmia 2008 in poi, ottenuti da assemblaggi di vini di un'unica annata (dicitura che però, per il momento non sarà riportata in etichetta).

Niente liquer e solo millesimi, quindi, con il fine di esprimere il più possibile l'annata e premiare l'attento lavoro che l'azienda svolge in vigna: basti pensare che nei pochi ettari di Cà del Vent si coltivano 23 cloni di chardonnay, piantati a seconda dell'affinità con il substrato presente: una vera e propria, ed "autogestita" opera di zonazione!

Novità n.3, che intitolerei: "E' ora di cambiare ...legno!".
Cà del Vent non intende rinunciare alle caratteristiche apportate dal legno ai propri vini, vuole però sfruttarne gli aspetti migliori, e decide così di effettuare la fermentazione e l'affinamento dei vini in barriques nuove per soli 3 mesi invece di 12, come è avvenuto fino al 2008... e l'eleganza ringrazia!

Ed infine la novità n.4: fino al 2008 i prodotti dell'azienda sono stati sempre dei blanc de blancs, mentre dal 2008 in poi saranno frutto dell'assemblaggio di chardonnay (85%) e pinot nero per il 15%.

Le novità finiscono qui, almeno fino a giugno, quando il nuovo brut Pas Operè di Cà del Vent sarà messo in commercio, e porterà una ventata di convincente novità alle vostre degustazioni.
Dal canto nostro condividiamo pienamente il cambiamento di rotta attuato coraggiosamente dall'azienda: proporre un pas operè è come mettere a nudo il vino, e quindi essere sicuri che sia perfetto!
Nel bicchiere abbiamo trovato un vino interessante che, per quanto ancora scioccato dalla recente sboccatura, è riuscito a convincerci delle sue potenzialità.
Una bollicina chiara, pulita, molto piacevole nonostante l'impronta asciutta; di struttura e piacevole beva.

Infine una considerazione sull' enologo dell'azienda, che ha idee ed obbiettivi chiari sul vino che vuole fare, e che, con la costanza e la determinazione che finora ha dimostrato, siamo sicuri riuscirà a realizzare: un giovane brillante, questo Flavio Faliva...

Che sia tutto merito del cognome ?!?

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