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Chablis AOC Grand Cru Vaudèsir "Prieuré Saint Come" 2009 - Jean-Marc Brocard

23.06.2011 · categoria: Un vino a settimana·

Chablis AOC Grand Cru Vaudèsir

L'oro di Chablis.

Per primi arrivarono i Cognac Michel Forgeron: scelti dopo vari assaggi, rigorosamente effettuati dopo cena.

Poi fu la volta di Champagne Moncuit.
Frutto di una vacanza di famiglia nel cuore della Champagne.
Era il 2003, e Filippo non era ancora alto 1 metro.

Dalla Loira nel 2007 la nostra vecchia Picasso trasportò fino a Padova il vino di Vouvray.

Giò di Tonno e Lola Ponce nel febbraio del 2008 vinsero il Festival di Sanremo, ma a luglio, mentre noi portavamo a casa dall'Alsazia i vini di Agathe Bursin, erano già diventati meteore.

Oggi è il primo giorno d'estate, ed è retorico chiederci: "Dove la passeremo quest'anno?"
E, va da sè, "Che vino ci porteremo a casa?"

Sì perchè è diventata un pò una sfida, un pò un gioco, un pò un'avventura: andare alla ricerca di "chicche enologiche" sparse in giro per il mondo del vino (quello raggiungibile dalla nostra città nello spazio temporale dei 15 gg di vacanza), per poi importarle in Italia e proporle alla nostra clientela ad un buon prezzo.
Vestire i panni di Talent Scout è la parte più bella del nostro lavoro, ed è anche quella che maggiormente ci entusiasma, tanto che non riusciamo più ad aspettare l'estate: quest'anno abbiamo liberato i nostri nasi già al Vinitaly, e in questi giorni abbiamo ricevuto i campioni dei vini lì selezionati.

E ora che si fa?
Per "Un vino a settimana" se ne degusta uno, ovvio, e si parte virtualmente per un viaggio in Chablis.

Vista del paese Chablis dalle vigne - Mirco Carraretto

Potremmo dirvi molte cose su Chablis, ma risulterebbero superflue, poichè già milioni di parole sono state sprecate per descrivere le caratteristiche della patria natìa dello Chardonnay.
Che le viti affondino le proprie radici nella famosissima marna millenaria chiamata Kimmeridge lo saprete già tutti, ma che il Portlandian sia quello favorito dall'INAO nel 2006 a qualcuno di voi potrebbe essere sfuggito...

...non siamo impazziti, tranquilli: vogliamo solo chiarire le nostre (e forse le vostre) idee sulla geologia della regione, a cui va il merito del valore degli chardonnay ad aoc Chablis, come quello scoperto nel padiglione Francia di Vinitaly 2011 e oggetto di questo post:

Chablis Grand Cru Vaudesir "Prieuré St-Come" 2009 - Jean Marc Brocard

Quindi: Marna Kimmeridge, dove "marna" è una roccia di origine sedimentaria che contiene sia minerali argillosi che il minerale calcite (o calcaree).
La marna è una via di mezzo ovvero uno stato di transizione da argilla a calcare (e viceversa), misurato in base alla quantità di minerali argillosi e di calcare in essa contenuto, come si intuisce facilmente dallo schema seguente:

Che cos'è la marna?
Kimmeridge e Portlandian sono i nomi dei due suoli marnosi che costituiscono il terreno della regione di Chablis.
Nel 2006 l'INAO, l'Istituto Nazionale delle Appellazioni d'Origine, concesse la classificazione "Chablis" ad un vasto numero di vigneti su suolo Portlandian, fino ad arrivare a oltre 4600 ettari totali, obbedendo alla legge della domanda e dell'offerta.
Molti esperti sostengono che il suolo Portlandian sia meno pregiato di quello Kimmeridge, e la storicità della classificazione lo prova: da sempre solo i vigneti "Grand Cru" giacciono su suolo Kimmeridge.

Ma che cosa avrà mai di così tanto speciale ‘sto Kimmeridge??
Nasconde una giacimento di diamanti??
Petrolio??
Oro??

Niente di tutto ciò.
Il tesoro del Kimmeridge sono milioni e milioni di ostriche preistoriche: i resti dei loro gusci costituiti da calcaree nutrono le vigne da cui si ottengono i migliori Chardonnay del mondo.

I Grand Cru di Chablis sono solo 7, situati sui versanti sud e ovest al di là del paese e del fiume: ognuno con un carattere chiaro e definito da leggere nei vini; molti pensano che "Les Clos" e "Vaudesir" siano i migliori, e di quest'ultimo si dice che dia vita a vini precisi, incisivi e molto fini.

Carta dei Grand Cru di Chablis

Chablis Grand Cru Vaudèsir AOC "Prieuré Saint Come" 2009 - Jean-Marc Brocard rispecchia queste caratteristiche di massima, per quando concentrate e compresse nel millesimo troppo giovane.
Un giallo paglierino arricchito da riflessi brillanti, si muove nel bicchiere rivelando una buona consistenza. Il naso è potente, chiaro, intenso e complesso, in cui riconosciamo la polpa di frutta gialla, l'erba essicata, leggere note di agrumi canditi, il miele, e il tessuto olfattivo di vaniglia finissima a legare il tutto.
Il palato viene tagliato verticalmente dall'acidità, le pareti del cavo orale pizzicano per un attimo prima che intervenga la struttura, polposa, a mitigare le note fresche. Pai lunga e piacevolissima, di cui si percepisce l'eleganza in divenire.

"Allora," concludiamo "lo prendiamo??"
A spanne potremmo uscire, facendo un'importazione diretta, a meno di 50 euro a bottiglia, che per un Grand Cru Vaudesir è davvero un buon prezzo!

Lasciamo trascorrere l'estate: ve ne daremo notizia ad importazione effettuata, prossimamente, sui nostri... scaffali, e nel frattempo non abbiate dubbi: per l'aperitivo ordinate ostriche e Chablis, abbinamento perfetto fin dalla notte dei tempi!

Chablis Grand Cru Vaudesir - Jean Marc Brocard

 

 

 

 

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