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Valle d'Aosta: le alte vette dell'enologia italiana

12.10.2013 · categoria: @tasting space·

Valle d'Aosta: le alte vette dell'enologia italiana

Viticoltori eroici, per passione! 

Con 3263 kmq di superfice e i suoi 126.806 abitanti è la regione più piccola e meno popolosa d'Italia, e i 40.000 ettolitri di vino prodotti ogni anno in soli 500 ettari vitati la collocano all'ultimo posto della classifica nazionale.

 

Ma è anche la regione con le vette più alte, quella in cui il vino si produce fino a 1300 m slm, e quella che ...ospita il Paradiso (!): dati contradditori? Può essere, ma tutto torna se il soggetto è la Valle d'Aosta.

Vigneti rubati alla montagna e collocati solo sul versante a solatìo della valle, muri a secco costruiti ad arte per impedire l'erosione dei pendii, pergolati e colonne per vincere la violenza dei venti: così i viticoltori valdostani hanno colloquiato con l'ambiente fin dall'epoca romana, iniziando nella notte dei tempi un'opera di selezione dei vitigni più adatti alle condizioni pedoclimatiche della zona, per determinare le attuali 22 varietà (la maggiorparte autoctone) autorizzate.

nella bassa valle, da Pont-Saint-Martin a Montjovet domina il Nebbiolo detto Picoutener e compaiono le prime viti di Cornalin e Vien-de Nus; la media valle, da Saint Vincent a Avise è la patria di Petit Rouge e Vien-de-Nus ma si trovano anche Fumin e Neyret;

nell'alta Valle, ai piedi del Monte Bianco, prospera il Blanc de Morgex, il bianco (autoctono) che fruttifera alle quote più alte d'Europa!

 

 

 

 

Splendidamente terrazzata, solcata dalla Dora Baltea e dominata dal Monte Bianco, la Valle d'Aosta è la regione in cui la viticoltura è, da sempre, definita eroica.

Malvoise, Blanc de Morgex, Priè Blanc le varietà autoctone più diffuse tra i vitigni a bacca bianca, Fumin, Petit Rouge, Premetta, Cornalin, Mayolet, Vien de Nus gli autoctoni rossi: un originalissimo panorama enologico, capace di mozzare il fiato degli appassionati tanto quanto quello montano!

Inverni rigidi, estati calde, fortissima escursione termica tra giorno e notte, scarsa piovosità potrebbero complicare ulteriormente le cose, ma in Valle d'Aosta sono garanzia di vini unici:

Non basta l'esperienza per essere viticoltore in Valle d'Aosta, è indispensabile una profonda passione: ne è esempio Marco Martin della piccola azienda Lo Triolet di Introd, che dal 1993 cura i vigneti di famiglia facendo del Pinot Gris il proprio vitigno d'elezione, e degli altri rossi tradizionali ineccepibili esempi delle potenzialità del territorio.

Freschi, minerali e dominati dall'intensità olfattiva i bianchi; di corpo, raffinati e sapidi i rossi: caratteristiche generiche che si frantumano in mille sfumature e personalità, con picchi di eleganza eguagliati solo dalle vette innevate di uno dei più suggestivi paesaggi italiani.

 


degustazione di sabato 12 ottobre 2013

 

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