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Tutti pazzi per l'Alice

19.10.2013 · categoria: @tasting space·

Tutti pazzi per l'Alice

Acciughe Fans Club

Se vi è capitato di passeggiare per le strette viuzze del quartiere più popolare di un qualsiasi porto di mare, dal mediterraneo fino all'oceano, conserverete intatto il ricordo del profumo dell'aria:

quell' inconfondibile profumo di mare che sa di iodio, vento, sale ...e acciughe appena fritte!!
Non intendo dilungarmi in analisi dettagliate, piuttosto indicarvi il nostro candidato per piccoli "spunci" a base di alici.
Nebbiolo di Roero 100%, vinificate una in bianco e l'altra in rosa, spumantizzate secondo il metodo classico, evolute 30 mesi sui lieviti, non dosate.
Che il Nebbiolo del Roero possa diventare il Pinot Nero della Champagne?
Bhè, questo lo scopriremo... solo degustandola tra qualche anno! Per ora sfidiamo Cuvèe Zero ad accompagnare le acciughe, e di una cosa siamo certi: sarà molto piacevole!!

Molto prima di diventare un prodotto enogastronomico di nicchia protagonista di menù dedicati in bacari radical-chic, le alici (per gli amici semplicemete acciughe) sono state un ingrediente povero della cucina di mare: facili da pescare sottocosta nel periodo riproduttivo (alle nostre latitudini da marzo a settembre), numerose e poco care, hanno reso saporiti i primi piatti quotidiani di molte famiglie, golose ed irresistibili se impanate e fritte, capaci di trasformandosi in gustose provviste per l'inverno se messe sotto sale o sott'olio, perfette per arricchire squisiti cicchetti veneziani, se distese su mezzo uovo sodo condito!

Decidete voi se sdoganare questo piccolo pesce azzurro dalla sua tradizionale reputazione per eleggerlo re del finger-food, ma sappiate che non c'è Cantabrico che tenga: l'acciuga, quando è buona (= non fa venir sete!), fa letteralmente impazzire gli estimatori di ogni estrazione!

Ecco allora che, ai puristi delle alici, quelli che le vogliono taglia "triplo 0"*, cioè more, morbide, poco salate e molto intense, non resta che porsi una questione: con che vino assaporarle?

Questione ...spinosa, poichè moltissime sono le variabili nelle preparazioni che coinvolgono i pesciolini in oggetto, il cui sapore può essere amplificato o moderato da cottura, caratteristiche e quantità dell'ingrediente con cui vengono servite, ed esigere, quindi, a seconda dei casi, vini bianchi leggeri o più strutturati, o addirittura rosati.

Si tratta di una bollicina, anzi due, e ben lontane dall'essere scontate!

Sono le ultime nata in Cascina Chicco, e stanno ricevendo straordinari consensi: decisamente secche e dalla bollicina piacevolmente sottile, coniugano la vinosità del nebbiolo, vendemmiato precocemente per ottenere una base spumante dominata dall' acidità, alla capacità di evoluzione fornita dal metodo classico.

 


degustazione del 19 ottobre 2013

CASCINA CHICCO

Cuvèe Zero
2009
Cuvèe Zero Rosè 2010
nebbiolo 100% metodo classico

IL MONGETTO

Alici Sott'olio
Salsa della Vendemmia
Burro
e pane tostato

 

 

 

 

 

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