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Trento doc: piccole bollicine crescono!

26.06.2013 · categoria: @tasting space·

Trento doc: piccole bollicine crescono!

 

Trentodoc: bollicine autentiche

Se in etichetta leggete "Trentodoc" o "Trento doc" o magari entrambi non preoccupatevi, non è uno scherzo e neanche un errore!

Nella bottiglia troverete comunque uno spumante metodo classico, espressione di uno dei territori più importanti d'Italia per le bollicine, il Trentino, appunto.

Interpretata fin dai primi del novecento da un giovanissimo Giulio Ferrari, la vocazione spumantistica dei vigneti dolomitici non fa altro che raccogliere consensi di pubblico, tanto che dal 1993 (anno del riconoscimento della DOC TRENTO per la produzione di spumanti metodo classico) ad oggi, sono quasi 50 i produttori che si identificano nel marchio consortile TRENTODOC e vinificano, accanto a Teroldego e Nosiola anche Chardonnay, Pinot Bianco e Pinot Nero con l'intento di ottenerne spumanti d'eccellenza.
Da allora ad oggi sono cambiate molte cose.
Innanzitutto la convinzione che le uve aziendali, grazie ad impianti e coltivazioni adeguate, possano tradursi in bollicine non solo convincenti, ma anche capaci di coniugare eleganza e struttura, e per questo meritevoli di importanti investimenti.
Di conseguenza il numero di bottiglie prodotte sono passate gradualmente dalle 1000 del 1986 alle 13.000 dell'ultima vendemmia, con una intelligente pianificazione degli impianti che permette all'azienda di continuare a vinificare solo uve di proprietà.
Lo stile degli spumanti della casa è ora quasi ...puro, poichè il brut è composto da Chardonnay al 100% e il rosè da Pinot Nero (60% coltivato nel vigneto Spiazol a 450 m slm) e per il 40% da Chardonnay.
Anche la gamma, negli anni, si è ampliata: raggruppati sotto il marchio "Maso Nero", ai già classici Brut e Brut Rosè (che sono anche Riserva poichè affinano per più di 36 mesi sl), si aggiungerà, dalla vendemmia 2010, un Dosaggio Zero da uve Pinot Bianco vinificate e fermentate in legno.

All'ombra del colosso che per decenni ha monopolizzato gli anniversari degli italiani, questo appassionato gruppo di viticoltori mette a punto il proprio stile di bollicina che da subito si rivela poco celebrativo, piuttosto strutturato e incline all'evoluzione.

Andrea e Roberto Zeni sperimentano terreno e uvaggi dal 1986, anno in cui misero sur lattes 1000 bottiglie del loro primo metodo classico: Zeni brut, si chiamava, composto da Chardonnay e Pinot Nero per il 10% ed affinato 3 anni sui lieviti.

Spumanti come questi, con un collegamento chiaro tra il vino, l'uva e il territorio da cui proviene sono l'esempio che la qualità non solo si può "imparare", ma anche che la costante tensione alla ricerca e al miglioramento sono fattori imprescindibili al suo raggiungimento.


degustazione del 26 giugno 2013

Zeni,vignaioli e distillatori

"Maso Nero" Brut
Trentodoc - Riserva 2007 - Sboccatura 2012

"Maso Nero" Brut Rosè
Trentodoc - Riserva 2007 - Sboccatura 2012

 

 

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