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Sette sfumature di rosato

28.05.2016 · categoria: @tasting space · Commenti (0) ·

Sette sfumature di rosato

La tonalità in un calice di rosato è l’aspetto che attrae maggiormente con un ventaglio di sfumature che possono variare dal rosa tenue, al cerasuolo, fino al chiaretto e buccia di cipolla. Il colore dipende dal vitigno impiegato, dal sistema di vinificazione e dall’ invecchiamento, ma la differenza al gusto e all’olfatto la segna il terroir, dove la mano dell’uomo diventa ago della bilancia di tutti gli elementi. È scontato affermare che i migliori rosati provengono da Puglia ed Abruzzo per la loro innegabile “tradizione rosatista”, ma negli ultimi anni si sono affacciate sul palcoscenico enologico altre regioni che dai propri vitigni autoctoni hanno saputo ricavare ottimi rosé. Come in un ideale giro a spasso per l’Italia andiamo quindi ad incontrare sette interessanti realtà che cambieranno la vostra idea sul vino rosato: partiamo!

Tra le diverse interpretazioni del Lagrein, da vino di pronta beva a calice più ricco e complesso, gradevole è la sua veste in rosa che mette in risalto la nota fruttata del vitigno. Testimone caratteristico di questa tipologia è il Lagrein Rosé di Alois Lageder, azienda familiare giunta alla sesta generazione e sinonimo di eccellenza nella tradizione enologica altoatesina.


Terra eroica per la coltivazione della vite si è sempre distinta per la qualità dei suoi bianchi, Vermentino in primis. Ma il Mea Rosa di Lunae Bosoni, Vermentino nero in purezza, con il suo colore rosa melograno ed il suo profumo leggermente speziato saprà sfatare questa idea.

Quando il Bardolino si veste di rosa prende il nome di Chiaretto. La sua terra d’origine è il lago di Garda, nei 16 comuni della provincia veronese. Il Chiaretto è il classico vino “cool”, di tendenza, fresco, esile e profumato, tutte caratteristiche che ritroviamo nel Bardolino Chiaretto della famiglia Menegotti, da oltre mezzo secolo produttori di vini DOC a Custoza.

La Toscana, si sa, è terra di grandi rossi ma quei pochi rosati che vi vengono prodotti sono spesso ben fatti. Nella splendida cornice di Cortona, in Val di Chiana, il Syrah ha trovato il suo terroir italiano d’elezione e Tenimenti d’Alessandro con Pepe Rosa ci propone uno dei più provocanti rosati per la prossima estate.

Il Sagrantino si presenta d’abitudine con un colore rosso rubino intenso, talvolta con riflessi violacei, e ci risulta difficile pensarlo in rosé. Eppure Giuliano Ruggeri nella sua cantina di Montefalco riesce a stupirci con il suo Rosato, blend di Sangiovese e Sagrantino.

La Puglia si presenta come un piccolo universo del rosato composto da differenti aree geografiche ognuna con i propri vitigni. In una kermesse di vini rosati come potrebbe mancare un testimonial del Salento? Ne abbiamo scelto uno che è un vero e proprio capolavoro: Cerasa da sole uve Negroamaro dell’azienda Michele Calò.

È una delle regioni italiane più ricche di antichi vitigni autoctoni, spesso sconosciuti ai più. Nell’area centro-orientale dell’isola, lungo la penisola del Sinis, la cantina Contini ne coltiva tenacemente alcuni per eluderne l’estinzione. Il Nieddera ne è un esempio e la versione in rosa saprà sorprendervi.


Questi 7 stuzzicanti rosati saranno nobilmente accompagnati dalle specialità di Espinaler, antica manifattura ittica galiziana conosciuta in tutta la Spagna per la qualità delle conservas de pescado y marisco.

Sabato 28 Maggio

vi aspettiamo per
l'ultima degustazione
prima dell'estate.

orari degustazione:
10.00 / 13.00 - 16.00 / 19.30


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