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Lo Chenin Blanc alla corte del Re

14.11.2015 · categoria: @tasting space·

Lo Chenin Blanc alla corte del Re

Chambord, Chenonceau, Villandry, Amboise: nomi che evocano castelli reali e personaggi storici che resero grande la Francia tra il X ed il XVI secolo. A un’ora di strada da Parigi si entra in una valle incantata, ricca di storia, che riporta i visitatori indietro nel tempo, alla corte dei re Francesco I, Enrico II e di personaggi come Caterina de’ Medici e Giovanna d’Arco. E’ la Valle della Loira, dichiarata Patrimonio dell’Umanità Unesco, una zona che va da Amboise a Orléans, passando per Blois e Tours, attraversata dal fiume più lungo di Francia (1.012 km), sulle cui acque si affacciano circa 300 castelli, fortezze e palazzi antichi.

Ma viaggiando in questa zona incantata non bisogna tralasciare l’aspetto vinicolo della regione. La Valle della Loira infatti è una delle aree più interessanti e ricche di vitigni di tutta la Francia: Melon de Bourgogne, Sauvignon Blanc e Cabernet Franc, per menzionarne alcuni, danno qui il massimo della loro espressione.

Nei vigneti circostanti Vouvray, piccolo paese nei pressi di Tours, lo Chenin Blanc, conosciuto in loco anche come Pineau de Loire, trova un terroir eccezionalmente vocato alla propria espressione. Nel cuore dell’Appellation Vouvray dal 1875 Domaine Vigneau Chevreau tramanda di padre in figlio l’arte antica della cultura della vite, rinnovando le tecniche di vinificazione e acquisendo vigneti storici come il Clos de Rougemont presso l’Abbazia di Marmoutier. Il vigneto circostante l’abbazia, piantato da San Martino, vescovo di Tours, era caduto in abbandono alla fine del 19° secolo dopo l’attacco della fillossera. La città di Tours, proprietaria del sito, unitamente al Comité Interprofessionnel des Vins de Touraine, aggiudica il bando di concorso per la rivalorizzazione del vigneto storico al Domaine Vigneau Chevreau, il quale, nel 1995 lo rinnova completamente piantando vigne su piede franco e convertendosi alla viticoltura biodinamica.
Probabilmente già all’epoca San Martino aveva intuito le potenzialità dello Chenin Blanc, tant’è che oggi è l’unico vitigno bianco riconosciuto per la AOC Vouvray. L’elevata acidità, unita alla sua naturale ricchezza zuccherina, lo rendono adatto alla produzione di vini bianchi secchi, ma pure dolci o spumanti.

La maturazione tardiva e un lungo riposo in bottiglia ne fanno uno dei vini più longevi al mondo, tanto da competere con il Riesling. Acidità prorompente, personalità propria e cangiante difficile da afferrare in schematiche schede descrittive: naso trasversale, sentori di frutta polposa, bouquet ricchissimo, note mediterranee, salinità profonda.

Ti aspettiamo in enoteca sabato 14 Novembre per scoprire le novità del Domaine Vigneau Chevreau e per festeggiare assieme San Martino ti proporremo in abbinamento un salume d’oca dell’azienda Littamé di Sant’Urbano.

Lo Chenin Blanc alla corte del Re

Sabato 14 novembre

10.00 / 13.00 - 16.00 / 19.30

Vouvray

Methode Traditionnelle
Extra Brut

Vouvray

Petillant Brut

Rosé Touraine

Methode Traditionelle

In abbinamento:

il petto d'oca affumicato
di Littamé

Allevate a latte e miele, le oche Littamé sono libere di razzolare negli spazi dell'allevamento che si trova a Sant’Urbano, nella Bassa Padovana. Negli ultimi trenta giorni di allevamento viene introdotta una percentuale di latte e miele alle farine, prodotte sempre dall'azienda, regalando alla carne maggiore delicatezza e, allo stesso tempo, ancor più sapore.

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