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La vita nuova del Chianti

02.11.2013 · categoria: @tasting space · Commenti (0) ·

La vita nuova del Chianti

Chianti, Work in progress

In Toscana l'enologia deve molto agli Etruschi che la misero a punto, ai suoli e al clima che rendono perfetto l'ambiente per la coltivazione della vite, alle famiglie nobili locali e ai ricchi investitori stranieri, che curarono il Vigneto Toscano ed imposero severi criteri qualitativi ...e al fiasco impagliato: simbolo in tutto il mondo del vino italiano!

Il vino toscano prodotto in maggior quantità è il Chianti, omonimo della regione vinicola che già nel XIII secolo sentì l'esigenza di tutelare l'origine del proprio vino: uno dei primi vini italiani ad essere importanto in Inghilterra!

Questo straordinario territorio ha una lunga storia amministrativa da raccontare:
inizia con Cosimo III de' Medici che nel 1716 sancì i confini entro i quali potevano essere prodotti i principali vini di allora (Chianti, Pomino, Carmignano, Val d'Arno di Sopra);
nel 1840 Bettino Ricasoli (primo ministro del Regno d'Italia) stabilì la ricetta tradizionale del Chianti: 70% Sangiovese, 15% Canaiolo Nero, 10% uve bianche come Trebbiano Toscano e Malvasia del Chianti e 5% altri vitigni, ammettendo la pratica del Governo Toscano (=aggiunta di mosto ottenuto da uve passite per indurre una lenta rifermentazione capace di ammorbidire i tannini del vitigno);
dal 1927 esiste un Consorzio del Chianti (oggi conta 2 500 produttori che lavorano più di 13 000 ettari di vigneto per produrre ogni anno oltre 80 milioni di litri di vino);
nel 1932 un decreto ministeriale delimitò la zona del Chianti Classico, ma nel dopoguerra le famiglie dell'aristocrazia toscana dovettero far fronte al fenomeno dell'abbandono delle campagne;
Furono gli anni dei Super Tuscan, della rivolta di investitori accorti contro i rigidi limiti dei disciplinari di produzione, destinati a diventare esempio di lungimiranza ed imprenditorialità enologica.
Nei 650 ettari di proprietà ubicati nel comune di Castelnuovo Berardenga, nella parte meridionale del Chianti Classico, di cui 150 ettari di vigneto specializzato collocati a circa 400 m slm, l'agronoma Roberta Pugliese e l'enologo Leonardo Bellaccini svolgono un accurato esame dei suoli e della vocazione dei vitigni tradizionali, per proporre uvaggi capaci, una volta usciti dalla cantina, di esprimere tutta l'eleganza del terroir.

Gli anni settanta segnarono la svolta, che porta il nome dell'enologo Marco Pallanti e vede nel Castello di Ama il simbolo di una produzione vitivinicola ispirata a criteri di altissima qualità, che vuole mettere in luce il Sangiovese e ogni sfumatura del territorio, facendola interpretare ai grandi vitigni internazionali.

La doc arriva nel 1967 e nel 1984 viene istituita la docg mentre nel 1996 il Chianti Classico adotta un disciplinare diverso dalle altre sottozone.

Articolata e a tratti nebulosa, la storia del Chianti desta non poche perplessità, e riflette una realtà nonostante tutto molto contradittoria. La vastità della zona di produzione fa sì che in commercio si trovino Chianti con caratteristiche talmente differenti da renderne difficile il riconoscimento, nonostante l'istituzione delle varie sottozone.

Con tali premesse, un'azienda del Chianti Classico ha una sola possibilità per affermarsi: sviscerare il terroir attraverso un accurato lavoro di ricerca, e mettere così a disposizione dei consumatori prodotti di grande personalità pur nel rispetto del Sangiovese e della tradizione: va da sè che contare su forti investimenti economici non può far altro che facilitare il raggiungimento della qualità.

Così Agricola San Felice, entrata a far parte del Gruppo Allianz spa, ama definirsi "Progetto San Felice", per la modernità degli studi applicati al territorio.

Si delinea così un Chiantishire moderno, dai tratti moderni... ma con le "c" ancora aspirate!!


degustazione del 2 novembre 2013

AGRICOLA SAN FELICE, Castelnuovo Berardenga, Siena

Chianti Classico docg 2010

Chianti Classico Riserva docg
"Il Grigio" 2009

Chianti Classico Riserva docg
"Poggio Rosso" 2008

 

SALUMIFICIO RENIERI Poggibonsi, Siena

Finocchiona di Cinta Senese

Salamino di Cinta Senese

 

 

 

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