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La “scalata” del Montegrande

18.11.2017 · categoria: @tasting space·

La “scalata” del Montegrande

Rovolon è luogo antico, ai piedi del Monte Grande e del Monte della Madonna, nella parte più settentrionale dei Colli Euganei, estrema propaggine del territorio padovano prima di entrare in terra vicentina.

I versanti delle colline sono ricoperti di manto boschivo interrotto qua e là da radi squarci da cui spuntano vecchie case costruite nei secoli passati e rimaste lì a testimoniare la storia antica di Rovolon.

Gli abitanti trasformarono lentamente il paesaggio lasciando nei nomi dei luoghi memoria dell’antica geografia: Rovolon ricca in piante di rovere, Carbonara rinomata per la produzione artigianale del carbone, Bastia sinonimo di villaggio fortificato.

La dinastia dei Cristofanon, localmente soprannominati “I Cristofanoni”, s’ insediò a Rovolon più di 500 anni fa.

Luigi, quarta generazione detto “J-jo”, sa bene cosa vuol dire rubare la terra al monte perché da bambino vedeva papà “Tilio” con nonno “Nane” spaccare con vanga e piccone le dure rocce per piantare un vigneto.

Quando il lavoro manuale non era sufficiente per rompere grandi macigni chiamavano in aiuto “Barba Pignara”, amico di Rovolon, abile nel maneggiare residuati bellici e bombe inesplose. Una volta, ricorda J-jo, lo scoppio fu così grande che andarono in frantumi i vetri della scuola!

Dissodato il terreno, si mettevano a dimora le barbatelle di “Moscatona”, l’attuale Fior d’Arancio, Serprina e Corbinella che nel primo anno di vita erano sostenute da rami di salice, più tardi sostituiti da pali di castagno e tiranti in ferro. I tronchi si raccoglievano nel bosco in calar di luna perché così erano più forti e per farli durare a lungo venivano scorticati e messi a bagno nel verderame.

Luigi, una volta raccolto il testimone, ha saputo traghettare la cantina Montegrande fuori dall’anonimato in cui è vissuta per molti anni l’enologia dei patavini Colli Euganei.

La storia continua oggigiorno con Paola e Raffaele che, facendo propria la cinquantennale esperienza di papà Luigi, conducono con successo l’azienda concepita come un progetto familiare in continuo divenire, in un reciproco scambio tra generazioni.

La filosofia produttiva dei due giovani vignaioli si fonda su tecnologia, ottimizzazione delle risorse e sostenibilità, con sguardo rivolto al futuro e consapevolezza della strada percorsa.

E finalmente arrivano i riconoscimenti! Ben 4 vini firmati Montegrande hanno ricevuto negli ultimi mesi importanti riconoscimenti in casa e oltralpe per confermare la continua ascesa verso una sempre maggior qualità.

Di tradizioni, mondo contadino e attaccamento alle proprie radici ne sa qualcosa anche Michele Littamé, piccolo-grande allevatore in Sant'Urbano, landa agricola della Bassa Padovana.

Dopo lo scandalo della “mucca pazza” i fratelli Littamé decidono di abbandonare i bovini per dedicarsi all’allevamento delle oche, recuperando antiche tradizioni trasmesse da papà Ugolino e mamma Bruna che nella grande corte di campagna allevavano animali da cortile.

Bisognava però adeguarsi ai tempi ed alle nuove esigenze delle famiglie. Per ottenere un prodotto di alta qualità scelgono le candide oche romagnole, rinomate per l’ottima carne, che anziché essere ingozzate alla maniera francese vivono allo stato brado in un campo di mais.

Ma il colpo di genio sta nella nutrizione: nell’ultimo mese il rancio abituale viene integrato con latte e miele con un risultato di carni più tenere e delicate ma allo stesso tempo saporite. Infine nuove tecniche di cottura, come quella a bassa temperatura, che uniscono tradizione e innovazione.

Ti aspettiamo in enoteca sabato 18 Novembre. Paola Cristofanon sarà lieta di presentare i propri vini con esplorazioni retrospettive su vecchie annate, mentre Michele Littamé ci accompagnerà in un goloso e divertente “mini giro dell’oca”!


La “scalata”
del Montegrande

Sabato 18 novembre
presso La mia Cantina

orari degustazione: 
10.00 / 13.00 - 16.00 / 19.30

Serprino
Spumante Extra Dry

Moscato secco
“Castearo” 2016

Colli Euganei Rosso
“Vigna delle Roche” 2012

retrospettiva su vecchie annate
secondo disponibilità di cantina

Cabernet Sauvignon
“Sereo” 2012

retrospettiva su vecchie annate
secondo disponibilità di cantina

Fior d’Arancio passito
DOCG 2011

Fior d’Arancio spumante
DOCG 2016

In abbinamento


Mini giro dell’Oca:

varie specialità a base di carne d’oca
dell’azienda agricola Il Dosso dei F.lli Littamé.

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