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Il vino di Re Mida

31.05.2014 · categoria: @tasting space·

Il vino di Re Mida

In principio fu il Moscato

Sarà perchè è quasi ufficialmente estate o perchè, come succedeva sempre da ragazzi, con la fine della scuola inizia la stagione della fantasia in cui ognuno si trasforma nel proprio supereroe preferito, e io in archeologo!
Non un Indiana Jones qualunque, ovvio, uno di quelli dell’Università di Pennsylvania che durante gli scavi in Anatolia centrale, precisamente nella antica città di Gordio, trovarono, in una tomba risalente al IV secolo A.C. nota come “la tomba di re Mida”, oggetti funerari, una bara, moltissimi vasi e coppe offerti durante il funerale del re dal tocco d’oro.
Ad una analisi più approfondita scoprì che il principale contenuto di quelle coppe era un liquido fermentato, alcolico, geneticamente molto affine ad un vino da uve moscato!

L’origine della parola moscato: dal sanscrito “muskà” e, successivamente il termine persiano “musk” (=odoroso, profumato) fanno circoscrivere l’area di provenienza dell’uva ai territori linguistici corrispondenti, ovvero le aree mediorentali comprese tra le odierne Siria e Persia a sud, chiuse a nord dal Caucaso e delimitate lateralmente da Mar Nero e Mar Caspio: i luoghi in cui hanno avuto origine le prime forme di Vitis Vinifera Sativa!

Sì: io vorrei essere quell’archeologo che per primo potè affermare che uno dei vitigni di più antica coltivazione al mondo fu il Moscato!
 
Oggi le varietà di Moscato sono molte, tutte caratterizzate da una spiccata aromaticità dovuta alla presenza in elevate concentrazioni di composti terpenici. Tra i più antichi attualmente coltivati spicca, per pregio, quantità di impianti ed estensione, il Moscato Bianco, la cui origine non è documentata ma si colloca in Italia o in Grecia, in epoca romana: le uve “Apianae” di Pliniana memoria!
Segue il Moscato Giallo, che si presume avere origine greca e conseguente diffusione in Italia grazie ai commerci dei mercanti veneziani nel corso del Medioevo; coltivato soprattutto a nord-est, assume una serie di sinonimi tra cui il più... controllato e garantito è Fior d’Arancio, chiamato così per il suo caratteristico aroma.
Infine troviamo il Moscato Ottonel, molto diffuso soprattutto oltralpe, generato da un incrocio artificiale ottenuto nel 1852 da Moreau-Robert da uve Moscato di Saumur e Chasselas Musquè.
Non vanno dimenticate le numerose varianti autoctone del vitigno, che come sempre rendono unica la viticoltura del nostro paese: Moscato di Terracina, di Saracena, Moscato Rosa, Moscato Nero di Acqui, Moscato di Scanzo, Moscato di Alessandria o il dolcissimo Zibibbo!   
Il moscato Bianco ha grappolo di media grandezza, acino medio, elissoidale, di colore giallo ambrato e polpa carnosa spiccatamente moscata. E’ la varietà con cui si produce il liquoroso moscato di Samos, ma in altre zone viene impiegato nella spumantizzazione di vini dall’intenso profumo, di corpo leggero e fine perlage, oppure secchi, freschi e decisamente aromatici.
Il moscato Giallo ha un grappolo più grande, acino sferico con buccia spessa e colore giallo carico, polpa croccante dal sapore chiaramente moscato. E‘ perfetto per l’eleborazione di spumanti dolci e vini passiti, in cui freschezza e dolcezza si trovano in perfetto equilibrio; è il vitigno più tipico dei nostri colli euganei, tutelato dalla denominazione di origine controllata e garantita.
Il moscato Ottonel, infine, presenta grappolo piccolo e acini rotondi, matura precocemente rispetto agli altri due ed è molto resistente al freddo. E’, insieme a Muscat Blanc à Petits Grains il vitigno che compone l’uvaggio permesso da disciplinare, in Alsazia, per la produzione di Muscat d’Alsace.  
Al naso la gamma aromatica dei Moscati è più intensa che ampia, e varia dalle erbe aromatiche (salvia-menta), ai fiori (rosa),  alla frutta bianca (mela) nel moscato bianco, per diventare più matura nel moscato giallo, di pesca e albicocca e fiori di zagara; nel moscato Ottonel alla ben riconoscibile base moscato si aggiungono note speziate e balsamiche che impreziosiscono i bouquet delle vinificazioni di grani nobili, e lo dichiarano l'unico aspirante all’abbinamento con carciofi e  asparagi!

Chissà se quell'archologo, dopo aver scoperto che l'oro di Re Mida non era altro che un dorato nettare d'uva, si sia fatto un goccio di Moscato, tanto per festeggiare...

Se così non fosse rimedieremo noi, sabato, @ tasting space!


sabato 31 maggio

Muscat Petit Grain doc 2012
100% moscato bianco
Lo Triolet
Valle d'Aosta

Muscat "Bollenberg" 2011
Muscat Blanc Petit Grain e Muscat Ottonel
Agathe Bursin
Alsace

Fior d'Arancio passito docg 2009
100% moscato giallo
Montegrande
Colli Euganei

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