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Il Collio è uno stato d'animo

08.02.2014 · categoria: @tasting space·

Il Collio è uno stato d'animo

Collio: natura tra territorio ed emozioni

I vini del Collio: bandiera di una regione geografica che poco coincide con i confini politici disegnati da una storia di dominazioni e guerre.

Se in questa stretta zona di confine le nazionalità si sono sovrapposte una dopo l'altra nel corso dei secoli, nulla ha potuto sostituire nel cuore della gente del posto il profondo legame con la propria terra, con la propria casa, con la propria vigna: reale patrimonio dell'identità individuale.

Così, cercando in rete informazioni utili a presentarvi i vini di Edi Simcic, primo nuovo-acquisto del 2014 per l'enoteca, mi sono trovata davanti ad una definizione di Collio di Luca Rossetti che ho subito fatto mia: "Il Collio non è un territorio, ma uno "stato d'animo", una sensazione, un'emozione".

Formula poetica ma efficace per racchiudere la eterogenee caratteristiche che accomunano queste terre. Bisognerebbe davvero andarci, in Collio, per capire alla perfezione; e parlare con un produttore qualsiasi, che come tutti sarà fiero di ospitarvi nella propria cantina; oppure abbandonare le strade principali, ed inoltrarsi tra borghi e paesini, nel cuore del Vigneto Friuli, per accorgersi solo dopo un pò di aver sconfinato in quella che diventerà una propria e personalissima idea di Collio!

Qui a rendere perfetto il territorio per i vini bianchi è la "ponka" (o Flysch, cioè un substrato composto da marne e arenarie stratificatesi in ambiente marino in epoca eocenica che verso la superficie si sgretolano in scaglie sempre più piccole e infine in argilla), ricca di minerali e sali e molto drenante, ma non si può negare l'importanza del clima: la protezione delle Alpi Giulie a Nord e la vicinanza del mare Adriatico a Sud garantiscono una molteplicità di microclimi che si leggono in una produzione vinicola molto diversificata.

La terra è sempre la stessa, l'aria anche, i vitigni pure, ma i vini del Collio Italiano e quelli del Collio Sloveno sono differenti. Più tradizionali nel versante italiano, decisamente meno convenzionali quelli Sloveni.
Differenze di stile che si incarnano in vitigni simbolo delle rispettive enologie: Friulano e Pinot Grigio a Ovest del confine, Ribolla e Malvasia ad Est.

Bisognerebbe andarci, dicevo.
Ma la splendida degustazione in programma saprà sopperire alla distanza!

I vini di Edi Simcic sono preciso esempio delle differenze tra le 2 attigue enologie.
Edi e il figlio Aleks vinificano le uve di famiglia, ottenute da vigne dell'età compresa tra i 20 e i 35 anni ubicate in 5,4 ettari di proprietà a 90-150msl nel paese di Vipolze, pochi chilometri dopo il confine; uve sanissime poichè è maniacale la cura con cui vengono seguiti i vigneti. Delle totali 25.000 bottiglie prodotte, una parte rientrano nella linea "base": sono vini maturati in legno eppure ancora fruttati e varietali, pensati per una beve più giovane. Il rimanente costituisce la linea "curata", riconoscibile per la corona stampata in etichetta. Vini pensati per l'invecchiamento, che prevede per ogni tipologia affinamenti di 18 mesi in legno, di cui 11 in barrique nuove dal 20 al 40%.

Profondi, minerali, sapidi, strutturati e molto complessi; di personalità e di "territorio" : bianchi da emozione, esattamente come il luogo da cui provengono!


degustazione del 8 febbraio 2014

EDI SIMCIC

Vipolže 39 a
5212 Dobrovo, Brda
Slovenija

Rebula 2011
Malvazija 2011
Chardonnay 2010

 

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