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Il Carpino: diario di un viaggio

18.03.2017 · categoria: @tasting space · Commenti (0) ·

Il Carpino: diario di un viaggio

In occasione del viaggio studio in Collio con Vinarius, la cantina che aveva maggiormente “stuzzicato” la curiosità di Mirco era Il Carpino della famiglia Sosol. Contagiati dalla voglia di approfondire eccoci quindi partire tutti assieme alla volta di Oslavia.

Uscita Villesse, attraversiamo Gorizia in direzione del confine Sloveno. Improvvisamente, in località Ossario, ci compare di fronte l’imponente Sacrario Militare per ricordare le migliaia di vittime della Grande Guerra che, in queste alture, ha cancellato un intero, piccolo mondo. Proseguiamo lungo la provinciale costeggiata da splendidi vigneti che io battezzerò la strada della Ribolla di Oslavia. Da poco prima dell’Ossario, infatti, fino alla nostra meta, è un susseguirsi di mostri sacri: Dario Princic, La Castellada, Primosic, Fiegl, Radikon, per non parlare poi del “grande maestro” Josko Gravner.
Qui la Ribolla Gialla si sente a casa e grazie ad un mix irripetibile di fattori è divenuta l’anima di Oslavia. Predilige i terreni poveri, le marne silicee o calcari, ossia la “ponca”, particolarmente presente sulle colline di Oslavia. Ama il sole e l’escursione termica, ma anche il vento perché i suoi grappoli compatti necessitano di un’ottima ventilazione per scongiurare il marciume. Tutto ciò ad Oslavia accade, è il sito ideale e più vocato dove la Ribolla diviene unica e completamente differente dalle altre zone del Friuli.

Arriviamo alla fine della strada della Ribolla, località Sovenza, e siamo accolti da Anna e Franco, persone semplici e sincere, con le quali entriamo subito in empatia. Nell’accogliente sala degustazione Franco inizia subito a raccontare: alla fine degli anni '70 Silvano, il papà di Anna, lascia il mestiere di fruttivendolo per dedicarsi completamente alla vigna ed alla vendita del vino sfuso. Franco era elettrauto ed aiutava il suocero nei ritagli di tempo, finché nel 1987 abbandona anche lui il vecchio lavoro per avviare con Anna e Silvano la cantina Il Carpino.

Al tempo, dice Franco, non c’era un’identità e si seguiva molto la Francia con impiego di vitigni internazionali. I vini erano moderni per quei tempi, bianco carta come voleva il mercato, corretti ma tutti uguali! Franco inizia a confrontarsi con altri produttori, di Gravner ha grande considerazione per avergli insegnato la strada da percorrere, ed affina sempre di più lo stile.

Nell’ottica di valorizzare il territorio mantenendo un rapporto rispettoso con l’ambiente nasce la linea “Vigna Runc”, vini freschi, dalla grande beva, vinificati esclusivamente in acciaio. Poi, nel 2002, il grande passo in avanti: nasce la linea “Il Carpino” Selezione, vini da grappoli selezionati nei vigneti più vecchi con macerazioni di almeno sette giorni e affinamenti in legno per ottenere vini longevi e complessi adatti ad un lungo invecchiamento.

“E pensare che la Ribolla 2002 non ottenne la Doc perché troppo carica di colore!!!” sorride Franco…

Ti aspettiamo in enoteca sabato 18 Marzo per una interessante degustazione comparativa.


Il Carpino:
diario di un viaggio

Sabato 18 Marzo
presso La mia Cantina

orari degustazione: 
10.00 / 13.00 - 16.00 / 19.30

Pinot Grigio

Vigna Runc

Pinot grigio “Vis Uvae”

La Selezione

Chardonnay

Vigna Runc

Chardonnay

La Selezione

Friulano

Vigna Runc

Friulano “Exordium”

La Selezione

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