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Etna: un vulcano di emozioni

07.10.2017 · categoria: @tasting space·

Etna: un vulcano di emozioni

Avete mai provato l’ebrezza di “sciare vista mare”? In Italia è possibile solamente in 4 località dove mare e montagna, habitat in antitesi, si avvicinano creando paesaggi d’ineguagliabile bellezza. Uno di queste è l’Etna, il vulcano attivo più alto d’Europa, che nei secoli eruttando quantità enormi di lava ha creato un ecosistema unico al mondo. Già in epoche remote l’operosità dell’uomo sovrappose un paesaggio agricolo a quello lavico contrastando l’ambigua natura dell’Etna: “fertile montagna” e “orrido vulcano”.

Il paesaggio moderno, plasmato da una viticoltura eroica, è rimasto quello di un tempo: vigneti irregolari, cantine, palmenti e terrazzamenti costruiti interamente con pietra lavica. Terreni ghiaiosi e cinerei, forti escursioni termiche ed età delle viti sono i tre fattori che rendono la zona etnea un’isola nell’isola, un territorio diverso da tutto il resto della Sicilia. Qui la vite trova da secoli l’habitat ideale, ma solo negli ultimi anni si assiste alla grande rinascita della viticoltura etnea. Ennesima moda del momento o consapevolezza del valore dei vini del vulcano?

Fatto sta che ultimamente si fa un gran parlare dei tre autoctoni dell’Etna. Il Nerello Mascalese ed il Nerello Cappuccio sono i principali vitigni a bacca rossa della zona. Non proprio facile il primo, viene spesso paragonato al Nebbiolo per la maturazione tardiva o al Pinot Nero per la sensibilità all’annata ed al terroir. Nelle altitudini più elevate, là dove il Nerello fatica a maturare, trova l’habitat ideale il Carricante, uva a bacca bianca, base fondamentale per l’Etna Bianco. Vitigno generoso nella produzione, dona al vignaiolo che lo sa domare, un vino elegante che profuma di zagara, frutta bianca e nuances di anice.

A Trecastagni, sul versante orientale dell’Etna, sorge dal 1898 la cantina Nicosia condotta ora dalla quinta generazione. Nella tenuta del Monte Gorna, ai piedi di un cratere spento, vengono allevati, su antichi terrazzamenti lavici, i vitigni autoctoni del vulcano che trovano nel “ripuddu”, piccole scaglie di pomice, la fonte principale di nutrimento. Nell’estrema punta meridionale della Sicilia, a Vittoria nel ragusano, il grande vigneto dei Nicosia è interamente coltivato a Nero d’Avola e Frappato, uve fondamentali per il blend del Cerasuolo.

In qualsivoglia vigneto, dalle pendici dell’Etna alle dolci colline di Vittoria, si respira l’anima green dei Nicosia che nel massimo rispetto della natura producono vini che rappresentano la Sicilia vinicola più vera.


Se la vite trovò nelle pendici dell’Etna il territorio d’elezione, altrettanto accadde al Pistacchio di Bronte, l’Oro Verde di Sicilia, che grazie ai terreni lavici assume un sapore unico, il migliore al mondo dal marchio DOP e Presidio Slow Food.

Il pistacchio a Bronte c’è sempre stato, ma la sua notorietà risale agli ultimi 10 anni e la richiesta del mercato ha portato in commercio pistacchi che con Bronte hanno poco a spartire. La coltivazione, circoscritta ad un territorio tutto sommato piccolo, non è per nulla facile. I pistacchieti sono alberelli fragili dai sottili rami collosi, simili a radici al contrario, che fuoriescono dalle tortuose rocce laviche, insidiose per i raccoglitori che ne fanno cadere i frutti in sacche legate al collo.

La raccolta avviene tra la fine di Agosto ed i primi di Settembre ma solo una volta ogni due anni, perché nell’anno successivo vengono levati dagli alberi “gli occhi” per consentire alla pianta di riposarsi.

Per A Ricchigia coltivazione e lavorazione del pistacchio di Bronte sono una tradizione di famiglia tramandata di generazione in generazione da oltre cinquant'anni e trasforma l’Oro Verde in eccellenti croccanti, salse e creme. Quindi attenzione! Diffidate dalle imitazioni perché non è tutto Oro Verde quello che luccica!
Dopo la pausa estiva riprendono le degustazioni in Enoteca: Sabato 7 Ottobre ti aspettiamo per inaugurare il nuovo calendario con i vini Nicosia e le prelibatezze firmate A Ricchigia.


Etna:
un vulcano di emozioni

Sabato 7 ottobre
presso La mia Cantina

orari degustazione: 
10.00 / 13.00 - 16.00 / 19.30

Etna Bianco “Vulkà”

Etna Bianco “Fondo Filara”

Etna Bianco “Monte Gorna”

Cerasuolo di Vittoria “Hybla”

Etna Rosso “Vulkà”

Etna Rosso “Fondo Filara”

Etna Rosso riserva “Monte Gorna”

 
I prodotti “mangerecci” in abbinamento ai vini
Nicosia (in collaborazione con Il Tagliere)

Pesto di Pistacchio

Pesto Ricco con Mandorle e Pomodorini

Primo Sale con pistacchi di Bronte

 
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