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Erbaluce ed altri incantesimi

19.07.2013 · categoria: @tasting space · Commenti (0) ·

Erbaluce ed altri incantesimi

Evasioni... ed altre tentazioni estive

A cavallo tra l'esodo di partenze e rientri di questa metà luglio che ci regala giorni di bel sole mentre ci rifila la classica umidità, ci siamo scoperti a fare un giro tra gli scaffali alla ricerca delle etichette più esotici tra le nostre selezioni.
Si tratta di quel desiderio di evasione che ben conoscerete anche voi: quello che, trattenuto tutto l'anno, non aspetta che l'estate per trovare soddisfazione escogitando, a seconda dei contesti, espedienti disparati ed originali... che per noi hanno sempre a che vedere con il vino e i territori da cui proviene.
Così, alla ricerca di occasioni per viaggi virtuali verso terre sconosciute, ci siamo chiesti: quali sono i vini che più solleticano la nostra fantasia?
Non so voi, ma da quando faccio questo lavoro non sono ancora riuscita a sottrarmi al fascino del nome ER-BA-LU-CE-DI-CA-LU-SO: evocativo, antico, con un non-so-chè di esoterico che gli varrebbe il ruolo della pozione in una versione piemontese della leggenda di Tristano e Isotta!
Nessun altro paesaggio italiano ci sfugge tanto quanto quello che da Torino va verso Ivrea, passando per il piccolo comune di Caluso: 7700 abitanti che a 303 metri slm legano la propria fama al vitigno che solo qui si coltiva: l'Erbaluce.
"Erbalus è uva bianca così detta come alba luce perché biancheggiando risplende: ha li grani rotondi, folti e copiosi, ha il guscio o sia scorza dura: matura diviene rostita e colorita e si mantiene in sui la pianta assai" così dice Giovan Battista Croce nel 1606, anno in cui per la prima volta si trova il vitigno citato in un testo, svelandoci l'origine del nome, dovuto al colore dorato-ramato che gli acini assumono quando arrivano a perfetta maturazione.
Particolarissimo l'ambiente che ospita la denominazione, docg dal 2010: il paese e i vigneti sono collocati nella parte esterna del grande anfiteatro morenico di Ivrea, che con terreni morenici sabbiosi e ricchi di scheletro garantisce un substrato ideale per la coltivazione della vite; a favorire ulteriormente la qualità delle uve concorrono il clima, mite, che la presenza di numerosi laghi rende equilibrato e costante, e la continua presenza di vento proveniente dalle vicine Alpi Valdostane.
Tutti indizi che fanno ben pensare, e che trovano conferma nella produzione vinicola dei 37 comuni ammessi alla docg divisi tra le province di Torino, Biella e Vercelli: l'Erbaluce di Caluso è un vino unico, e chi avrà la fortuna di trovare qualche bottiglia di Passito dimenticata in cantina, anche di 30-40 anni d'età, non potrà fare a meno di rimanerne stregato... a proposito di quel "che" di esoterico di cui dicevamo all'inizio!
Uve dal colore giallo intenso che la giusta maturazione fa arrossire, tramutate in mosti in cui emergono le caratteristiche che hanno reso famoso il vino: acidità sostenuta e un notevole sapore, tendenzialmente dolce. I vini giovani manifestano fini profumi di erbe di campo, con riconoscimenti più o meno accentuati di acacia e biancospino, in bocca si confermano secchi e fresci, percorsi da una apprezzabile sapidità, che è possibile leggere nella chiusura tipicamente ammandorlata.
3 o 4 anni di affinamento, a seguito di vinificazioni deliberatamente effettuate per estrarre il maggior numero di sostanze dalla materia prima, riescono a mettere in luce tutte le potenzialità del vitigno, rivelando vini di grande complessità e struttura, dominati da note minerali e terziarie ...capaci di incantare!
Ma se avete bisogno di un incantesimo vero per annoverare un'ennesima conquista nel corso di questa incerta estate, procuratevi un Erbaluce di Caluso Passito.
Magari un millesimo di qualche anno fa.
Allora nel calice avrete un nettare ambrato limpido e brillante, dal profumo di rara eleganza e vagamente etereo, di sapore dolce eppure fresco, in grado di ricordare sicuramente il miele, la confetture a polpa bianca, la frutta passita e i canditi; di lunghissima ed irresistibile persistenza.
Se non ci sta neanche così... aimè... forse non è il tipo che fa per voi!

 


degustazione del 19 luglio 2013

Ferrando, azienda vinicola

 

"Cariola" 2012 - Erbaluce di Caluso docg 

 

 

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