Twitter Facebook Rss

Chianti, purchè sia Classico!

17.02.2018 · categoria: @tasting space·

Chianti, purchè sia Classico!

Paesaggi da cartolina, dolci e verdi colline tra le quali sorgono borghi antichi, pievi e caratteristici casali in pietra. Un territorio armonioso e gentile che racchiude in sé tutta l’essenza di Toscana. Stiamo parlando del Chianti, meta ambita da tanti illustri stranieri, come Sting e Tony Blair che se ne sono innamorati e nel “Chiantishire” hanno deciso di acquistare casa.

Il nome del territorio si sovrappone a quello del suo famoso vino, una delle denominazioni più importanti d’Italia, ma bisogna distinguere per non farne … di ogni “vigna un Chianti”! La zona del Chianti Classico, infatti, si estende tra Firenze e Siena comprendendo i comuni di Castellina, Gaiole, Radda, Barberino Val d’Elsa, Castelnuovo Berardenga , Poggibonsi, San Casciano e Tavarnelle Val di Pesa.

Il Consorzio, che nacque nel 1924 per l’esigenza di tutelarne la produzione nel frattempo estesa fino ai territori di Rufina, Colli Senesi, Aretini e Pisani, si fregiò fin d’ allora del simbolo del Gallo Nero, storico emblema della Lega Militare del Chianti.

Proseguimento dell’opera già iniziata nel 1872 da Bettino Ricasoli che dopo trent’anni di ricerche e sperimentazioni ne fissò la “ricetta”: Sangiovese, Canaiolo e Malvasia ora riconvertita nell’esclusione dell’uva a bacca bianca per lasciar posto ad un blend che vede il Sangiovese protagonista assoluto o eventualmente “maritato” ad una piccola percentuale di altri vitigni rossi autoctoni o internazionali.

I Grisaldi Del Taja, tra i soci fondatori del Consorzio, nell’antica Pieve di San Felice iniziano già ai primi del Novecento un’importante opera di valorizzazione del Chianti Classico, proseguita poi nei primi anni 70 dall’attuale proprietà, il Gruppo Allianz.

Il progetto è ambizioso: l’Agricola San Felice in collaborazione con l’Università di Firenze avvia un’importante opera di studio e salvaguardia di antichi vitigni toscani.

Nel Vitiarium di Castelnuovo Berardenga, un vigneto sperimentale di 1,6 ettari, si mantiene il patrimonio genetico della viticoltura toscana attraverso la classificazione di oltre 270 vitigni. Il risultato è il recupero di trenta diverse varietà, uno su tutti il Pugnitello che, in marriage al Sangiovese ne completa il bouquet, se vinificato in purezza mette in mostra tutta la forza di un vero fuoriclasse toscano. 

Durante la prossima degustazione in enoteca metteremo a confronto 4 interpretazioni di Chianti Classico dell’Agricola San Felice firmate dal bravo enologo Leonardo Bellaccini

Chianti Classico, in prevalenza Sangiovese con modesta aggiunta di Colorino e Pugnitello, un vino di media struttura che fa della tipicità la sua carta vincente.

Chianti Classico Riserva Il Grigio alta espressione del Sangiovese vinificato in purezza, si conferma annata dopo annata tra i portabandiera dei vini San Felice.

Chianti Classico Gran Selezione Il Grigio sapiente blend dove le migliori uve di Sangiovese sposano antichi vitigni autoctoni come Abrusco, Pugnitello, Malvasia Nera, Ciliegiolo e Mazzese.

Chianti Classico Gran Selezione Poggio Rosso racchiude in sé il concetto di Cru, prodotto da solo Sangiovese nelle grandi annate, grazie al lungo invecchiamento si esprime in un vino di grande equilibrio dalla profonda complessità aromatica.

Ti aspettiamo in enoteca sabato 17 Febbraio per una degustazione dall’accento squisitamente toscano!


Chianti, il Classico

Sabato 17 Febbraio
presso La mia Cantina

orari degustazione: 
10.00 / 13.00 - 16.00 / 19.30

Chianti Classico

Chianti Classico Riserva
Il Grigio

Chianti Classico Gran Selezione
Il Grigio

Chianti Classico Gran Selezione
Poggio Rosso

Questo sito utilizza cookies, anche di terze parti, per offrire una migliore esperienza. Chiudendo questo banner o continuando la navigazione acconsenti all’uso dei cookie. Per saperne di più leggi la nostra Privacy Policy . ×
Grazie