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Alla scoperta dell'Oltrepò

10.10.2015 · categoria: @tasting space·

Alla scoperta dell'Oltrepò

La Statua della Libertà,
le bollicine d’Oltrepò Pavese
e il Nero di Garlasco.

Sicuramente vi chiederete cosa c’entra la Statua della Libertà con le bollicine d’Oltrepò Pavese…sentite cosa abbiamo scoperto!

Nel 1912 agli italiani che migravano in America in cerca di fortuna, nel porto di New York si presentava un’immagine familiare: accanto alla Statua della Libertà, si trovava infatti  il cartello pubblicitario del “Gran Spumante Svic”, prodotto dalla Società Vinicola di Casteggio, casa vinicola fondata nel 1907 e condotta dall’enologo Pietro Riccadonna, uno dei padri della spumantizzazione moderna a metodo classico.
La documentata produzione e promozione dello spumante di quest’area vinicola risale quindi ai primi anni del secolo scorso e la sua qualità venne riconosciuta anche dai cugini d’oltralpe che lo definirono “Champagne d’Oltrepò”. 

Questo triangolo di terra lombarda dalle dolci colline dove si incrociano Liguria, Piemonte ed Emilia, combina paesaggi, cultura e storia delle quattro regioni mantenendo ben distinte ma nello stesso tempo integrate culture e tradizioni.

Sono infatti queste uve a decretare il riconoscimento dell’Oltrepò quale territorio d’eccellenza per la produzione di spumante Metodo Classico, ed in particolare per la vinificazione Rosé, che qui prende il nome di Cruasé, marchio coniato dal Consorzio di tutela vini Oltrepò Pavese. I suoi 13.500 ettari vitati sono coltivati principalmente a Croatina, Barbera, Moscato e Riesling ma è sicuramente il Pinot nero la varietà più rappresentativa che ha decretato il riconoscimento, nazionale ed internazionale, dell’Oltrepò quale territorio d’eccellenza per la produzione di spumante Metodo Classico da uve di Pinot nero. 

Nasce quindi il Cruasé, marchio collettivo di proprietà del Consorzio, disciplinato da un apposito regolamento, a supporto della Docg Oltrepò Pavese Metodo Classico Rosé.
Cru : Selezione = Rosé : X . Equazione logica dove X risulta Cruà, antico nome attribuito al Pinot nero in Oltrepò!

Cosa potevamo abbinare al nostro Cruasé se non i salumi prodotti in loco?

Abbiamo quindi selezionato alcune specialità dell’azienda Dello Spino Fiorito, piccola realtà montana della Val Staffora, dove Walter Mariani con la moglie Alessandra Ubezio producono salumi recuperando una razza suinicola autoctona detta “Nero di Garlasco” e chiamata comunemente nel dialetto pavese “Pursé Negar”.
Da questa razza antichissima nascono i salumi che si contraddistinguono subito per la qualità delle carni superiori alla media e l’eleganza data dal  prolungato affinamento che il microclima delle colline d’Oltrepò permette.
Vi aspettiamo in enoteca sabato 10 Ottobre per svelarvi tutti i segreti delle bollicine di Luca Bellani e dei salumi di Walter ed Alessandra!



Cà di Frara: tutti i colori
del Pinot Nero d'Oltrepò

sabato 10 Ottobre

orari degustazione: 

10.00 / 13.00 - 16.00 / 19.30

Pinot Nero Rosé 2014

Pinot Nero metodo classico
Cruasé Brut

Pinot Nero metodo classico
Rosé Brut riserva 2008

Pinot Nero metodo classico
Brut blanc de noirs  “nature”



Salame cotto del
“Pursè Negar”

Cacciatorino  del
“Pursè Negar”

Lardo del
“Pursè Negar”

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