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Funky... and wine town in Florence!!

11.10.2011 · categoria: Eventi·

Funky... and wine town in Florence!!

Scoperto leggendo una nota di Wine News, e colpiti dall'assonanza con il ben più famoso pezzo dei magici seventies, qualche settimana fa ci siamo precipitati a Firenze per la prima giornata di Wine Town.

Manifestazione legata all'eccellenza del vino e delle specialità gastronomiche made in Toscany, Wine Town nasce con l'intento di promuovere l'enogastronomia regionale legandola alla sua città più famosa.
"Manifestazione a tendone zero", l'ha definita il vice-sindaco Dario Nardella, spiegando che le degustazioni non saranno ospitate da tensostrutture ma dai portici più suggestivi dei palazzi fiorentini.
Dopo qualche difficoltà di orientamento sul sito, la comunicazione infatti lascia decisamente a desiderare in quanto a chiarezza, troviamo una proposta che ci incuriosisce: talk con il professor Bruno Laeng, docente di Neuropsicologia Percettiva all'università di Oslo dal titolo:
"Come il nostro sguardo viene attirato dall'etichetta".
Originale come tema, assolutamente pertinente con i contenuti che legano il marketing al vino, e che si sintetizzano in primo luogo proprio nell'etichetta: potrebbe svelarci qualche buon consiglio!

"L'etichetta è il volto del vino", sostiene Il professore, e come nelle persone, il volto è più importante del retro, ed è quello che identifica il soggetto.
Ma perchè una bella etichetta vende più di una brutta?
O meglio: che cosa induce il consumatore a scegliere un'etichetta piuttosto che un'altra?

Cosa succede durante i 5 secondi (tempo in cui si opera la scelta) trascorsi davanti ad uno scaffale prima di scegliere luna bottiglia?
Provate a pensare!!

Semplice: si guarda.
Ovvio, direte voi, eppure proprio sul "guardare" si fonda lo studio del professore.
Grazie all'impiego di tecnologie d'avanguardia in grado di tracciare i movimenti della pupilla, la ricerca ha predisposto un numero considerevole di test della durata di 5 secondi, appunto, per mettere in evidenza che cosa guardano i nostri occhi in fase di scelta.

Innanzitutto stupisce la velocità con cui si muovono gli occhi, come nel passare da un'etichetta all'altra si soffermino più spesso su alcuni particolari, e come invece ne trascurino completamente altri.
L'analisi statistica dei risultati dimostra che l'osservatore sceglie la bottiglia sulla quale le pupille hanno sostato più a lungo: è evidente, quindi, che qualcosa ha attratto con forza l'osservatore in questione.

Un'etichetta di vino italiano si compone, quasi sempre, di 3 elementi: il nome, la varietà, e il segno grafico.
Secondo la ricerca dell'università di Oslo, il nome del vino e la varietà sono le aree sulle quali gli occhi si soffermano meno, mentre è il segno grafico quello che totalizza il maggior tempo di osservazione.
Come per le persone, delle quali ci si ricorda il volto mentre molto spesso ci sfugge il nome, così avviene per il vino: ciò che ci induce all'acquisto è l'espressione -il segno grafico- del suo volto -l'etichetta-.

Lo dice anche il professore norvegese: grafici e curatori d'immagine concentratevi sull'etichetta, e fatevi pagare a percentuale, quella capace di intrappolare per maggior tempo lo sguardo è la più venduta!!

Noi, che tra le etichette ci stiamo tutto il giorno, vorremmo mettere a conoscenza di questa ricerca una buona dozzina di aziende assolutamente bisognose di un restyling grafico!!

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