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Zinfandel Festival - Paso Robles, California

22.02.2011 · categoria: Buoni affari·

Zinfandel Festival - Paso Robles, California

...ma nei "saloon" non si serve bourbon?

Ho l'impressione di aprire una gigantesca parentesi: con all'interno tutto ciò che si può dire sul vino del nuovo-mondo.
Pochi giorni fa, infatti, ho trovato in rete questo video.

Guardatelo con attenzione.... sottotitoli compresi!!

 

Scommetto che avete un sorrisetto sulla faccia!
Insomma, il tipo è simpatico: sguardo sicuro, da cow-boy che non deve chiedere mai, con quel pizzico di forzata ironia che si scioglie solo alla fine, quando torna nella propria, immensa proprietà californiana di Paso Robles, con un sole al tramonto del tutto degno di un fondale hollywoodiano.
Ci torna dopo essere stato in Croazia, per scovare i legami tra il "suo" zinfandel e quel Kaštelanski Crljenak che pare essere geneticamente uguale al famoso vitigno americano.
Ricerca che era iniziata, a suon di fisarmonica, nella piccolissima regione italiana famosa in tutto mondo per la produzione del Primitivo: la Toscana, appunto.

A questo punto dovremmo lasciare il posto ad un mitico: "attimo di silenzio".

TOSCANA??? MA IL PRIMITIVO NON SI FA IN PUGLIA!?!?!?!
E' l'esclamazione che vi sfuggirà dopo aver realizzato che cos'era che non tornava.

Vogliamo pensare che il sottotitolo iniziale "Somewhere in Tuscany" sia stato un semplice errore di editing, non dovuto al fatto che gli Americani conoscano, dell'Italia, solo un paio di regioni vinicole, Toscana in primis.

A pensarci bene potrebbe anche non essere un errore.
E se ci fosse lo zampino innocente (!?!) del marketing?
Sì perchè lo Zinfandel Festival di Paso Robles, diciamocelo, non è uno di quegli eventi che sono segnati in rosso sull'agenda di un degustatore ufficiale. Presumibilmente importante, è dedicato ad un pubblico esclusivamente americano, come d'altronde è giusto che sia ...e come potete vedere nel filmato qui sotto.

 

Insomma, è un "Benvenuto Brunello" con una festosa aria da ...rodeo, del tutto in linea con lo stile dello spot.
E se l'errore fosse stato VOLUTO? Una sorta di trabocchetto per indurre il pubblico ad associare lo "Zin" del luogo con gli universalmente rinomati vini toscani? Con tutti i conseguenti vantaggi d'immagine, ovvio!
Il discorso filerebbe, vista la decisione con la quale il protagonista ribadisce l'"autoctonicità" dello Zinfandel per il territorio di Paso Robles, e perchè no.... per tutto il popolo americano!!

Insomma, sapientemente in mezzo tra l'essere "un'americanata" e "una pubblicità efficace", è il caso di considerare come questo spot sia un interessante esempio di comunicazione del vino. E poichè il marketing ci riguarda sempre più da vicino, visto che rimane, scusate per il luogo comune, l'ANIMA DEL COMMERCIO, tutte le volte che troverò soluzioni comunicative interessanti legate al "food and wine", ve le proporrò in questa sezione del nostro blog.
Tanto per capire dove ci sta portando la pubblicità.
Sono benvenuti i vostri commenti!

In tutta sincerità, però, noi ci augururiamo che i vini italiani non sfruttino eccessivamente le potenzialità del marketing, e non siano troppo condizionati dal gusto "internazionale".
Ciò che li ha fatti diventare famosi non è stata una accattivante campagna pubblicitaria, ma la loro straordinaria autenticità, e il loro strettissimo legame con le peculiarità dei territori da cui provengono.

Proprio come dice il nostro amico nello spot, ...e ci sarà pure una ragione se nei saloon si serve bourbon!!

 

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